4 febbraio 2010

DOMANI SI APRE IL CONGRESSO IDV. LA BASE IDV E` PER IL CAMBIAMENTO ANCHE NEL PARTITO

Immagine dal Baraccano 3 di Brescia

"Domani, a Roma, si apre il primo congresso nazionale del partito e la
Base IdV, nata a novembre dello scorso anno sulla scorta dei tanti
malumori esistenti per la gestione del partito stesso soprattutto a
livello locale, è pronta con la sua mozione ed i suoi numerosi delegati.
Domani alle 11 faremo una conferenza stampa di presentazione della mozione
definitiva a Via Sistina 36 a Roma nella sede dei "comitati per la
glasnost - La Base IdV". Auspichiamo che il presidente Di Pietro prenda
atto della situazione di grande insoddisfazione tra i molti militanti
della Base del partito e voglia prendere atto delle richieste di maggiore
democrazia e trasparenza nel partito stesso al  fine di continuare una
efficace lotta per i valori della legalità e la trasparenza nella società
italiana. Auspichiamo anche che l`azione di nuovi entrati nel partito, ma
già autorevolissimi, come luigi De Magistris, possano costituire uno dei
perni di quel rinnovamento da tutti auspicato".

GIUSEPPE VATINNO
DIRETTIVO DE LA BASE IDV
E COFONDATORE
cell.: 338-7275363

2 febbraio 2010

VENERDI` PROSSIMO PRESENTAZIONE DE LA MOZIONE DE LA BASE IDV ALLA STAMPA IN VIA SISTINA 36 A ROMA


 Venerdì prossimo a Roma, alle 11, presso la sede dei "Movimenti per la glasnost -la Base IdV", a in Via Sistina 36, presenteremo alla stampa la mozione alternativa a quella del Presidente di IdV Antonio Di Pietro in vista del Congresso nazionale del partito che incomincerà quel pomeriggio. Nel contempo, durante tutto il periodo del Congresso,nella stessa sede, terremo una riunione permanente degli autoconvocati denominata il "Baraccano 4", dopo i due di Bologna e quello di Brescia. In questa mozione, nata soprattutto tramite la Rete ed i Social Network, chiediamo un radicale rinnovamento del partito nei suoi organi dirigenti e nei suoi uomini; vogliamo che si ponga fine alle tante zone d`ombra che sono emerse nel partito stesso come ha riportato la stampa in questi ultimi mesi. Vogliamo che le persone per bene, provenienti dalla società civile, facciano politica invece dei soliti riciclati che da anni infestano il partito; vogliamo un vero ritorno alla purezza ideale di quel periodo che fu "Mani Pulite" e che animò le speranze di cambiamento di milioni di persone nel nostro Paese e fuori.". Coordinamento nazionale de "La base IdV" -- dott.Giuseppe Vatinno già Consigliere del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro per le politiche ambientali già Responsabile Nazionale Energia ed Ambiente di Italia dei Valori Membro dell`Assemblea Nazionale e del direttivo degli Ecologisti Democratici già Membro della Commissione di Valutazione Impatto Ambientale VIA www.giuseppevatinno.it cell.: 338-7275363

1 febbraio 2010

MOZIONE CONGRESSUALE DE "LA BASE IDV"


 AVVISO IMPORTANTE PER TUTTI I DELEGATI NAZIONALI AL CONGRESSO IDV DI ROMA DEL PROSSIMO 5-6-7 FEBBRAIO: CHI VUOLE SOTTOSCRIVERE LA  MOZIONE DE "LA BASE IDV" 8SI POSSONO SOTTOSCRIVERE PIU` MOZIONI) LO PUO` FARE ENTRO MERCOLEDÌ` 3 FEBBRAIO SCRIVENDO A G.VATINNO@AGORA.IT O TELEFONANDO AL 338-7275363 GRAZIE GIUSEPPE VATINNO COORDINAMENTO NAZIONALE DE "LA BASE IDV

30 gennaio 2010

DE MAGISTRIS PER UNA NUOVA ITALIA


Oggi a Roma, al Piccolo Eliseo, forse abbiamo assistito alla nascita di una nuova alleanza, di una sorta di movimento di popolo dato dal confluire di sensibilità diverse ma potenti. De Magistris e Vendola hanno delineato le linee anche programmatiche di come è possibile "fare popolo" (e non "populismo"!) in Italia; un nuovo tentativo di cambiare veramente dal basso che noi tutti supportiamo, sperando di iniziare a cambiare proprio dal nostro partito, IdV.

12 gennaio 2010

IdV: il gabbiano dalle ali piombate


 IdV si sta preparando al suo vero primo congresso della sua storia; non è cosa da poco in un partito che è nato sulla figura di un "uomo solo al comando", come Antonio Di Pietro Presidente - fondatore.

Tuttavia, in una Italia sempre agitata da venti populisti e tendenze ambigue di tipo peronista, occorre fare sempre la massima attenzione a quello che accade, a quali percorsi e quali traiettorie politiche si vadano a seguire (il fascismo non nacque forse così?).

Anche Berlusconi nasce politicamente, come IdV dalla stagione catartica di "Mani pulite".

Cosa vogliamo intendere con questo discorso?

Vogliamo intendere che occorre vigilare e concludere un percorso democratico sia per i partiti che per la nazione stessa.

Il rischio infatti è quello di una deriva appunto populista dagli esiti incerti e poco rassicuranti.

IdV è un partito che ha grandi potenzialità; tuttavia per consolidarsi e maturare definitivamente deve liberarsi di zavorrone (a livello nazionale) e zavorre (a livello locale) che piombano le ali al gabbiano multicolore.

MicroMega ha scritto in maniera intelligente nel numero 5 del 2009.

IdV è un far west nelle lande regionali; Di Pietro si è dovuto appoggiare a politici di lungo corso, marpioni della politica, spesso ex scarti residuali di altri partiti che hanno portato ingenti pacchetti di voti, ma spesso di origine poco chiara. Chiediamo dunque al partito, al Presidente Di Pietro che sia riconosciuta un`area nuova di IdV, che abbiamo chiamato `la base IdV`. Una zona di chiarezza e limpida pulizia che non accetta il famoso esempio di Mao sulla non importanza del colore del gatto purchè acchiappi il topo.

Insomma, la situazione è nera ma forse qualche raggio di sole si vede al tramonto.

I congressi provinciali e cittadini si avvicinano; stiamo pressando i responsabili perchè vi sia un minimo di legalità; è difficile, ma ci proviamo. La Rete ci aiuta in questo.

Speriamo tutti che IdV si ripulisca e si purifichi; è possibile farlo, lo faremo.

Giuseppe Vatinno

 

8 gennaio 2010

PEDICA E IL CONGRESSO NASCOSTO


 Sostiene il senatore Pedica che occorre lottare contro la casta...

Sostiene il senatore Pedica che occorre lottare per la legalità...

Sostiene il senatore Pedica che occorre lottare per la democrazia...

E per rafforzare questi nobili concetti:

Sostiene il senatore Pedica che non si devono conoscere le date dei congressi...

Sostiene il senatore Pedica che è meglio non fare conoscere neppure il luogo...

Sostiene il senatore Pedica che la trasparenza è pericolosa...

Dei tanti che ci sono cascati qualcuno se ne accorgerà???

Meglio non avere troppi concorrenti per avere più delegati al congresso IdV...

 

21 dicembre 2009

LA BASE IDV: "CHIEDIAMO UN VERO CONGRESSO E PRIMARIE APERTE NEL PARTITO"

Roma, 21 dicembre 2009

LA BASE IDV: “CHIEDIAMO UN VERO CONGRESSO E PRIMARIE APERTE NEL PARTITO”
di Giuseppe Vatinno
Coordinatore de “La Base IdV”
Fondatore dei “Gruppi glasnost IdV”
Chiediamo libertà, democrazia, trasparenza, partecipazione democratica in Italia dei Valori. Ricordiamo brevemente la “storia” di questo movimento; “la Base IdV” nasce dall’esperienza di diversi gruppi spontaneamente nati sulla Rete –in special modo sui social network - e sul territorio che, a loro volta, incanalavano il disagio di tanti iscritti e simpatizzanti dell’Italia dei Valori che negli anni si sono resi conto che c’erano molti problemi in un partito che pur richiamandosi alla impegnativa parola di “Valori” mostrava gravi lacune proprio  in termini di democrazia, trasparenza e partecipazione . Dopo l’uscita dell’inchiesta di MicroMega, nell’ ottobre 2009, abbiamo quindi  deciso di svolgere una prima riunione nel quartiere del Baraccano a Bologna, il 1 novembre. Il successo di partecipazione ci ha poi spinto a formalizzare a Roma, il 15 novembre,  la costituzione di un “coordinamento nazionale” dei principali gruppi: “I “Comitati per la glasnost e la perestrojka in IdV” (Giuseppe Vatinno, ex consigliere del ministro Di Pietro e già Responsabile Nazionale di Energia e Ambiente di IdV), Parole Civili (Domenico Morace, già coordinatore di Bologna per l’IdV) e “L’altra IdV” (Alessandra Piva, fondatrice di IdV).
Tale coordinamento nazionale copre geograficamente tutta l’Italia ed ha un grande seguito, come detto, anche su Social network indicando così anche un modo nuovo di fare politica.
Domenica 20 dicembre, a Bologna, si è svolta la seconda riunione degli “autoconvocati la Base IdV che ha visto la partecipazione anche del deputato Franco Barbato che si è coraggiosamente proposto come alternativa al presidente Di Pietro al prossimo congresso di IdV che si terrà a febbraio, a Roma; noi guardiamo anche, con interesse reciproco, alla figura di un ex  magistrato come Luigi de Magistris che da dimostrato di essere una figura di primo piano per il progetto di rinnovamento della politica che stiamo portando avanti e siamo grati a quanti, on responsabilità istituzionale, vorranno aiutarci in questa opera di rinnovamento del partito, ma altresì, diffidiamo quanti altri pensino che la Base IdV sia un comodo tram congressuale da prendere all’ultima fermata.
Tornando all’ultima assemblea,nonostante la fitta nevicata e di gelo che aveva avvolto la città felsinea abbiamo ancora potuto riscontrare un successo partecipativo che si è concretizzato nella presentazione di una seconda mozione per i l Congresso nazionale che, come detto, si terrà a Roma a Febbraio; in questa mozione chiediamo un radicale rinnovamento del partito che fino ad ora  è stato gestito in maniera assolutamente monocratica dal presidente e fondatore, in modo –purtroppo- niente affatto dissimile dal Berlusconi di Forza Italia.
La mozione nata dal basso è in progress ed aperta ai contributi  e alle suggestioni di quanti vorranno partecipare (ci risulta che sia la prima volta che in Italia si segua questo nuovissimo modo di procedere) sia sulla Rete che sul territorio.
Chiediamo prima di tutto che la figura del Presidente sia individuata tramite un avanzato strumento di democrazia partecipativa come le “primarie aperte” su una rosa di tre candidati emersi, a loro volta,  da “primarie interne” al partito stesso, su base di mozioni congressuali contrapposte; chiediamo poi che al candidato presidente legato alla mozione seconda classificata si attribuita la nuova carica di vicepresidente del partito; poi chiediamo un totale rinnovamento degli organi di conduzione del partito tramite votazioni dell’assemblea nazionale dei delegati che è sovrana nelle sue deliberazioni.
Chiediamo inoltre  che ci sia un esecutivo agile – che sostituisca l’attuale ‘ufficio di presidenza’, fatto da 9 membri (Presidente, vice – Presidente, Capigruppo Camera, Senato e Parlamento europeo, Tesoriere, segretario giovanile, Coordinatore gruppi tematici e il Presidente dell’assemblea degli Eletti) e una direzione nazionale –che sostituisce l’attuale esecutivo nazionale) di 100 membri, di cui l’esecutivo fa parte insieme a 91 membri eletti dal congresso nazionale. Chiediamo poi un vero Collegio nazionale di Garanzia eletto dall’Assemblea nazionale di cui non potranno fare parte i dirigenti territoriali e gli eletti.
Riteniamo che la proprietà del simbolo dovrà essere del partito che sarà, inoltre, l’unico soggetto abilitato i rimborsi elettorali.
Chiediamo inoltre che il delicato tema delle finanze del partito soprattutto nella declinazione dei rimborsi elettorali sia gestito da un tesoriere nazionale eletto tra candidati di comprovata professionalità.
In generale poi, chiediamo la massima estensione possibile di strumenti d’uso democratico come le primarie a tutti i livelli anche nelle competizioni elettorali; questo per permettere di combattere la mala piante delle pesanti infiltrazioni di personaggi dal passato assai dubbio che sono entrati  nel partito solo per motivi di opportunità personale.
Chiediamo anche  che i tanti rais regionali cedano alle giuste istanze democratiche della Base che vuole rappresentatività e riconoscimento dei meriti; chiediamo inoltre una commissione sulla trasparenza (“commissione glasnost”, utilizzando il termine di Gorbaciov riguardo il profondo rinnovamento messo in atto nella società sovietica dall’ ultimo segretario generale del Pcus).
Proponiamo il divieto dei doppi incarichi interni e che ci sia una netta distinzione ed incompatibilità tra gli incarichi istituzionali e quelli di partito.
Insomma, in definitiva la Base IdV chiede semplicemente che un partito nato con le parole d’ordine di legalità giustizia e trasparenza tenga finalmente fede ai suoi impegnativi ideali non solo nella lotta al giusto rinnovamento della società italiana ma anche all’interno del partito stesso; altrimenti di quale moralità andiamo parlando se non è applicata in primis proprio al nostro interno?
Ci aspettiamo dunque che la stagione congressuale del partito prossima ventura sia il momento democratico e condiviso di questo profondo rinnovamento; chiediamo al Presidente Antonio Di Pietro a cui dobbiamo la meravigliosa stagione di Mani pulite, di trasformare definitivamente il movimento che tutti abbiamo fatto nascere in un vero partito nazionale strutturato sul territori, responsabile, democratico, aperto, moderno, insomma chiediamo che IdV non solo si ripulisca profondamente al suo interno ma che, anzi, prosegua questa opera fino a divenire un partito modello, un laboratorio politico, che permetta, in definitiva, di costruire la base per un nuovo modello di partito del XXI secolo che possa segnare una profonda discontinuità con il passato di tutti gli attuali partiti e proietti nel futuro la possibilità di costruire un nuovo soggetto politico nazionale saldamente ancorato ai valori del sociale, della libertà, dei diritti della giustizia; un partito che possa anzi divenire il nucleo aggregativo di tutta le forze riformiste italiane impegnate nel difficile compito di costituire un’alternativa stabile all’attuale centro – destra.
Questo il nostro sogno, questa la nostra sfida.
24 novembre 2009

LETTERA (APERTA) AD UN PARTITO MAI NATO

Giuseppe Vatinno

Fondatore dei “comitati per la glasnost e la perestrojka in IdV”
Coordinamento nazionale “la base IdV”
Già Consigliere del Ministro Di Pietro
Dipartimento Nazionale di Energia ed Ambiente di IdV
 
La stagione che va sotto il nome evocativo di “Mani pulite” è stata una dei pochi momenti “alti” di questo Paese; fu un periodo, per chi lo ha vissuto, di grandi cambiamenti e di grandi speranze; un periodo che fece intravvedere la luce dell’aurora in quella che ormai era la “notte della Repubblica”.
Gli italiani non ne potevano più di un certo modo di fare politica, (quello poi conosciuto come della “prima Repubblica”) in cui la malversazione, la corruzione, il cinico e premeditato attacco ad ogni struttura del vivere democratico era codificato in una comune prassi di malversazione e si era diffusa nella nazione una sorta di letale fatalismo.
Fu allora che emerse la figura di un magistrato che ridiede speranza all’Italia; questo magistrato era Antonio Di Pietro.
Dopo alterne vicende, Di Pietro ha dato vita, 10 anni orsono a Sansepolcro, ad un movimento che definirei di “indignazione civile”. E da quelle energie fresche e operose nacque nel tempo un partito dal nome impegnativo, “Italia dei Valori” con due riferimenti forti: uno alla Patria e l’altro alle fondamenta stessa del vivere civile,cioè quei ‘Valori’ che devono informare la struttura stessa della società e che hanno anche un forte richiamo nella Carta Costituzionale.
Il partito, per chi come me ha lo ha vissuto dall’interno per molto tempo, ha avuto una vita difficile, stentata ed è stato più volte sul punto di scomparire, ma non solo ha/abbiamo resistito, ma si è così fortificato e strutturato sul territorio e nella Società, da raggiungere importanti risultati elettorali, come l’ultimo 8% alle Europee.
IdV ha rappresentato e rappresenta tuttora per gli italiani un riferimento ad un ideale, ad un mistico Graal di salvezza, e per molti è una vera e propria ragione di vita.
E’ allora, è proprio da questa ottica che è più forte e direi corrosivo il contrasto con quello che il partito ed IdV è diventato sul territorio. La necessità di crescere lo ha portato ad abbeverarsi a fonti torbide e poco salutari; gli ideali si sono inquinati e sono stati troppe volte stati piegati e piagati da accordi poco chiari subendo un inquinamento letale da transfughi e scorie velenose e radioattive di altri partiti.
Caro Presidente Di Pietro, così non va. Se IdV vuole continuare a crescere e rappresentare egli ideali ed i sogni di cambiamento allora deve cambiare essa stessa e lo deve fare profondamente. Non ci quindi, sia ben chiaro, operazioni di superficiale cosmesi e di dubbie “ingegnerie del potere”.
Noi chiediamo cambiamenti strutturali, strategici e non tattici, e definitivi nel partito; chiediamo una maggiore democrazia interna e trasparenza e limpidezza nei processi decisionali, tramite l’istituzione di  una “commissione per la trasparenza” che abbia il compito di verificare con attenzione ed onestà tutto ciò che è ambiguo e poco chiaro. Chiediamo che vi sia una totale trasparenza sulla gestione dei fondi di rimborso elettorale, si parla di ben 20 milioni di euro, che non possono e non devono transitare da una strana “società parallela ” che ha, guarda caso, lo stesso nome del partito; chiediamo che agli esecutivi del partito ci siano rappresentanti degli iscritti che spesso sono discriminati e mortificati nel loro lavoro dagli ‘ultimi arrivati’ che prendono l’autobus elettorale ed il giorno prima sedevano sugli scranni politici ed istituzionali della parte avversa. Chiediamo che nell’ufficio politico ci siano rappresentanti di quella base che è la vera forza morale ed elettorale del partito e che attualmente è solo una pedina di un domino oscuro i cui veri obiettivi non sono chiari.
Le inchieste di MicroMega, il libro “Il Tribuno” di Alberico Giostra, i tanti articoli della stampa, hanno dato il via alle riunioni degli autoconvocati, come quella del Baraccano di Bologna e quella successiva di Roma (che ha visto la nascita di un coordinamento nazionale, ‘la Base IdV’, degli autoconvocati stessi), che sono state un successo sia in termini quantitativi che qualitativi.
A breve tali esperienza verranno replicate sul territorio per dare un segnale forte che il rinnovamento nel partito non solo è possibile, ma è inevitabile per una crescita democratica del consenso. Noi vogliamo creare un’area riformista all’interno di IdV; un’ area riformista che abbia, appunto, il compito di farsi vettore e propulsore di profonde istanze democratiche e morali nel partito stesso.
Sia quindi chiaro che non faremo sconti a nessuno; creeremo una “anagrafe delle stranezze” (usiamo un eufemismo) che dia conto giornaliero di tutte le cose che succedono nel partito, in Italia e all’estero. Nel contempo, però, saremo in piena sintonia con la politica e gli ideali di cambiamento della politica italiana che il partito porterà avanti.
Saremo quindi una presenza forte e “fastidiosa” per i disonesti, ma stimolo efficace per chi vorrà finalmente cambiare una china francamente pericolosa.
Vogliamo, in vista del Congresso di Febbraio, scrivere una vera mozione in cui rivendicare i punti chiave del cambiamento.
Lo faremo costruendo le condizioni per cui chi vorrà impegnarsi seriamente, deputati e senatori, troverà tutte le condizioni per farlo; nel contempo, saremo attenti a chi vuole strumentalizzare la situazione per meri fini personali.
 
5 novembre 2009

LETTERA APERTA SU LA DEMOCRAZIA E LA TRASPARENZA IN ITALIA DEI VALORI VOGLIAMO "VOTI PULITI"; PERESTROJKA E GLASNOST NEL PARTITO


 

LETTERA APERTA SU LA DEMOCRAZIA E LA TRASPARENZA IN ITALIA DEI VALORI VOGLIAMO "VOTI PULITI"; PERESTROJKA E GLASNOST NEL PARTITO

 

Come si è potuto osservare in questi ultimi tempi il malcontento e l’insoddisfazione è esplosa in IdV o meglio ha trovato i canali per rendersi finalmente manifesta.
In effetti, era parecchio tempo che si ascoltavano mugugni e critiche alla gestione del partito; in un primo tempo il fenomeno rientrò nella classe antropologico - politica dei “malpancisti scontenti perché non avevano trovato un posto”, come ha ancora ripetuto al Corriere Silvana Mura, che, effettivamente, ricorda molto da vicino il mantra “delle mele marce” del Presidente; tuttavia, questi slogan semplicistici non è che esorcizzino il vero problema che gli articoli di Micromega di Paolo Flores d’Arcais e Marco Zerbino, insieme al libro di Alberico Giostra, “Il tribuno”, hanno pienamente individuato.
Non è dicendo che “il problema non c’è” che il problema automaticamente si risolve, questo è solo un esempio di quello che gli anglosassoni chiamano “wishful thinking” cioè di “pensiero illusorio” appoggiato ad una sorta di narcisismo cognitivo, ma così non è.
Il partito è senza democrazia interna e senza trasparenza e infiltrato da molti scarti riciclati di altri partiti (che spesso hanno pure precedenti penali); per questo ho fondato i “Circoli della glasnost e della perestrojka”, sia sulla Rete che sul territorio, ed un utilizzando la formula che usò l’ultimo segretario del Pcus dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, per descrivere il movimento di rinnovamento della società sovietica stessa basato su “trasparenza” e “ristrutturazione”.
La riunione di Bologna di domenica scorsa, organizzata con Domenico Morace e Massimo Barberio di “Parole Civili” a cui ho partecipato come unico dirigente nazionale, ha il significato di una prima pietra nella costruzione di un vero partito in cui ci sia quindi democrazie, e trasparenza. Il gruppo su Facebook creato da Gaetano Montalbano, “Sos IdV” ha raggiunto in una settimana più di mille iscritti.; io stesso ne ho creato da tempo uno “Perestrojka e glasnost in IdV” a cui è iscritto anche il vicepresidente dei Deputati IdV alla Camera, Antonio Borghesi.
Tale riunione è stata un successo:
primo perché eravamo circa 200 persone e secondo perché è stata organizzata con l’aiuto del “popolo della Rete” .
Verrebbe un po’ da dire per chi ha fatto dell’utilizzo politico costante della Rete che chi “di Rete ferisce di Rete perisce” nel senso che, la Rete è lo strumento più adatto per la sua stessa natura di libertà ad esprimere una “democrazia dal basso”.
Stiamo lavorando per creare le condizioni perché qualche autorevole deputato e deputata possa impegnarsi con noi in questa salutare battaglia per il rinnovamento del partito e la creazione di un’area riformista al suo stesso interno.
Occorre, anche per scongiurare il pensiero unico, creare una IdV con almeno due motori politici hegelianamente intesi come tesi, antitesi e sintesi propulsiva.
Non dobbiamo infatti, come dice spesso Di Pietro, “buttare il ragazzino con l’acqua sporca” perché IdV ha rappresentato molto nella lotta alla corruzione e per l’affermazione dei principi di legalità in Italia.
Concludendo, un partito che ha nella sua “ragione sociale” due termini impegnativi come “Italia” e “Valori” deve rendere conto come e più degli latri dell’aderenza a questi alti concetti stessi. Altrimenti è troppo facile e sembra che si tratti di quella gente che si dice “cristiana” perché va a Messa la domenica e poi nella vita fa l’esatto contrario di quanto predica.
No, così non va bene, ma la possibilità di cambiare c’è ancora.

Giuseppe Vatinno
Responsabile Nazionale Energia ed Ambiente di IdV
Già Consigliere del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro
Coordinatore dei Comitati “Glasnost e Perestrojka in IdV”
 

11 settembre 2009

Perché il nucleare non è la soluzione



 

 

Il governo Berlusconi, coerentemente (bisogna dirlo), con il suo programma elettorale si presenta con una riedizione del nucleare in Italia.

Inizialmente, si pensava alla ennesima boutade governativa, con un Presidente del Consiglio tradizionalmente iperattivo ed ipercinetico che vuole pontificare su tutto, perfino sulla fisica atomica.

Poi ci si è resi conto che le cose stanno procedendo: il Ministro dello Sviluppo economico Scajola ha firmato un decreto che fa partire la macchina; ora, il prossimo step, è quello di pubblicare la lista dei siti e qui, penso, ne vedremo delle belle poiché nessuno vuole avere una centrale termonucleare nel proprio giardino.

Nel frattempo, il giro vorticoso delle superconsulenze ha ripreso il suo corso; studi di fattibilità milionari, magari dati ai soliti “amici degli amici”, si susseguono a ritmo incessante.

Cosa succederà in futuro?

Il nucleare berlusconiano veramente ripartirà in Italia o è una specie di “Ponte sullo Stretto” perenne di cui tutti parlano perché intanto non si farà mai?

Questi gli interrogativi che attendono risposte.

Intanto vediamo perché, tecnico – politicamente, questo nucleare governativo non ci piace.

Il primo punto è che l’accordo tra l’Enel e l’omonima società francese di elettrcità, sembra fatto su misura per rifilare all’Italia (che del resto è storicamente abituata) un bidone tecnologico: infatti il nucleare francese è di terza generazione mentre ora già gira la versione 3.5 e fra qualche anno addirittura la 4.

Quindi all’Italia capiterà un nucleare in sostanziale “disuso” mondiale.

Il nucleare di terza generazione poi presenta ancora problemi relativi alla sicurezza e quindi è un nucleare pericoloso.

Il secondo punto è che il nucleare, al contrario di quanto sbandierato dal Ministro Scajola e da Berlusconi costa e costa molto alla comunità, cioè a noi tutti.

Infatti, nel computo dei costi, si deve mettere anche la costruzione e lo smantellamento della centrale con il che il costo unitario di Kwh prodotto non è affatto così conveniente come si vuol fare pensare.

Il terzo punto è che la gestione in sicurezza delle scorie non è affatto risolto se è vero che nessuno sa più dove buttarle, a partire dagli usa del presidente Obama che le nasconde nel sito salino di Yucca Mountains.

Quarto punto le emissioni evitate di CO2, cioè di anidride carbonica, il gas serra responsabile principale dei Cambiamenti climatici, non sono conteggiabili per il Protocollo di Kyoto.

Il quinto punto è che le centrali nucleari sono degli obiettivi terroristici molto sensibili e che quindi richiedono una sorveglianza “h 24” militare molto costosa .

Il sesto punto, ma certo non meno importante degli altri, è che, guidato dagli Usa, il mondo sta dirigendosi con decisione verso le fonti rinnovabili e cioè  solare, eolico, biomasse, piccolo idro, energia mareale.

il settimo punto è che il nucleare civile fa, spesso, da traino al nucleare militare  e non vorremo che Berlusconi, saputolo, volesse una bella bomba con il suo faccione.

L’ottavo punto, ma forse anche più importante, è che i cittadini italiani si sono espressi contro il nucleare con un referendum più di venti anni fa.

Insomma, appare chiaro che il nucleare è una scelta di vera retroguardia scientifica, politica, civile ed umana ed occorra una forte opera di mobilitazione dei cittadini per impedirla.

[1] [2] [3] [4] Avanti >

foto

video

vetrina

le mie pubblicazioni

comunicati stampa
Cerca

Sito in archivio

Camera dei Deputati

Senato della Repubblica

Governo

Idv Donne