DOMANI SI APRE IL CONGRESSO IDV. LA BASE IDV E` PER IL CAMBIAMENTO ANCHE NEL PARTITO
"Domani, a Roma, si apre il primo congresso nazionale del partito e la
Base IdV, nata a novembre dello scorso anno sulla scorta dei tanti
malumori esistenti per la gestione del partito stesso soprattutto a
livello locale, è pronta con la sua mozione ed i suoi numerosi delegati.
Domani alle 11 faremo una conferenza stampa di presentazione della mozione
definitiva a Via Sistina 36 a Roma nella sede dei "comitati per la
glasnost - La Base IdV". Auspichiamo che il presidente Di Pietro prenda
atto della situazione di grande insoddisfazione tra i molti militanti
della Base del partito e voglia prendere atto delle richieste di maggiore
democrazia e trasparenza nel partito stesso al fine di continuare una
efficace lotta per i valori della legalità e la trasparenza nella società
italiana. Auspichiamo anche che l`azione di nuovi entrati nel partito, ma
già autorevolissimi, come luigi De Magistris, possano costituire uno dei
perni di quel rinnovamento da tutti auspicato".
GIUSEPPE VATINNO
DIRETTIVO DE LA BASE IDV
E COFONDATORE
cell.: 338-7275363
VENERDI` PROSSIMO PRESENTAZIONE DE LA MOZIONE DE LA BASE IDV ALLA STAMPA IN VIA SISTINA 36 A ROMA

Venerdì prossimo a Roma, alle 11, presso la sede dei "Movimenti per la glasnost -la Base IdV", a in Via Sistina 36, presenteremo alla stampa la mozione alternativa a quella del Presidente di IdV Antonio Di Pietro in vista del Congresso nazionale del partito che incomincerà quel pomeriggio. Nel contempo, durante tutto il periodo del Congresso,nella stessa sede, terremo una riunione permanente degli autoconvocati denominata il "Baraccano 4", dopo i due di Bologna e quello di Brescia. In questa mozione, nata soprattutto tramite la Rete ed i Social Network, chiediamo un radicale rinnovamento del partito nei suoi organi dirigenti e nei suoi uomini; vogliamo che si ponga fine alle tante zone d`ombra che sono emerse nel partito stesso come ha riportato la stampa in questi ultimi mesi. Vogliamo che le persone per bene, provenienti dalla società civile, facciano politica invece dei soliti riciclati che da anni infestano il partito; vogliamo un vero ritorno alla purezza ideale di quel periodo che fu "Mani Pulite" e che animò le speranze di cambiamento di milioni di persone nel nostro Paese e fuori.". Coordinamento nazionale de "La base IdV" -- dott.Giuseppe Vatinno già Consigliere del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro per le politiche ambientali già Responsabile Nazionale Energia ed Ambiente di Italia dei Valori Membro dell`Assemblea Nazionale e del direttivo degli Ecologisti Democratici già Membro della Commissione di Valutazione Impatto Ambientale VIA www.giuseppevatinno.it cell.: 338-7275363
1 febbraio 2010MOZIONE CONGRESSUALE DE "LA BASE IDV"

AVVISO IMPORTANTE PER TUTTI I DELEGATI NAZIONALI AL CONGRESSO IDV DI ROMA DEL PROSSIMO 5-6-7 FEBBRAIO: CHI VUOLE SOTTOSCRIVERE LA MOZIONE DE "LA BASE IDV" 8SI POSSONO SOTTOSCRIVERE PIU` MOZIONI) LO PUO` FARE ENTRO MERCOLEDÌ` 3 FEBBRAIO SCRIVENDO A G.VATINNO@AGORA.IT O TELEFONANDO AL 338-7275363 GRAZIE GIUSEPPE VATINNO COORDINAMENTO NAZIONALE DE "LA BASE IDV
30 gennaio 2010DE MAGISTRIS PER UNA NUOVA ITALIA
Oggi a Roma, al Piccolo Eliseo, forse abbiamo assistito alla nascita di una nuova alleanza, di una sorta di movimento di popolo dato dal confluire di sensibilità diverse ma potenti. De Magistris e Vendola hanno delineato le linee anche programmatiche di come è possibile "fare popolo" (e non "populismo"!) in Italia; un nuovo tentativo di cambiare veramente dal basso che noi tutti supportiamo, sperando di iniziare a cambiare proprio dal nostro partito, IdV.
12 gennaio 2010IdV: il gabbiano dalle ali piombate

IdV si sta preparando al suo vero primo congresso della sua storia; non è cosa da poco in un partito che è nato sulla figura di un "uomo solo al comando", come Antonio Di Pietro Presidente - fondatore.
Tuttavia, in una Italia sempre agitata da venti populisti e tendenze ambigue di tipo peronista, occorre fare sempre la massima attenzione a quello che accade, a quali percorsi e quali traiettorie politiche si vadano a seguire (il fascismo non nacque forse così?).
Anche Berlusconi nasce politicamente, come IdV dalla stagione catartica di "Mani pulite".
Cosa vogliamo intendere con questo discorso?
Vogliamo intendere che occorre vigilare e concludere un percorso democratico sia per i partiti che per la nazione stessa.
Il rischio infatti è quello di una deriva appunto populista dagli esiti incerti e poco rassicuranti.
IdV è un partito che ha grandi potenzialità; tuttavia per consolidarsi e maturare definitivamente deve liberarsi di zavorrone (a livello nazionale) e zavorre (a livello locale) che piombano le ali al gabbiano multicolore.
MicroMega ha scritto in maniera intelligente nel numero 5 del 2009.
IdV è un far west nelle lande regionali; Di Pietro si è dovuto appoggiare a politici di lungo corso, marpioni della politica, spesso ex scarti residuali di altri partiti che hanno portato ingenti pacchetti di voti, ma spesso di origine poco chiara. Chiediamo dunque al partito, al Presidente Di Pietro che sia riconosciuta un`area nuova di IdV, che abbiamo chiamato `la base IdV`. Una zona di chiarezza e limpida pulizia che non accetta il famoso esempio di Mao sulla non importanza del colore del gatto purchè acchiappi il topo.
Insomma, la situazione è nera ma forse qualche raggio di sole si vede al tramonto.
I congressi provinciali e cittadini si avvicinano; stiamo pressando i responsabili perchè vi sia un minimo di legalità; è difficile, ma ci proviamo. La Rete ci aiuta in questo.
Speriamo tutti che IdV si ripulisca e si purifichi; è possibile farlo, lo faremo.
Giuseppe Vatinno
8 gennaio 2010
PEDICA E IL CONGRESSO NASCOSTO

Sostiene il senatore Pedica che occorre lottare contro la casta...
Sostiene il senatore Pedica che occorre lottare per la legalità...
Sostiene il senatore Pedica che occorre lottare per la democrazia...
E per rafforzare questi nobili concetti:
Sostiene il senatore Pedica che non si devono conoscere le date dei congressi...
Sostiene il senatore Pedica che è meglio non fare conoscere neppure il luogo...
Sostiene il senatore Pedica che la trasparenza è pericolosa...
Dei tanti che ci sono cascati qualcuno se ne accorgerà???
Meglio non avere troppi concorrenti per avere più delegati al congresso IdV...
21 dicembre 2009
LA BASE IDV: "CHIEDIAMO UN VERO CONGRESSO E PRIMARIE APERTE NEL PARTITO"
Roma, 21 dicembre 2009
LETTERA (APERTA) AD UN PARTITO MAI NATO
Giuseppe Vatinno
LETTERA APERTA SU LA DEMOCRAZIA E LA TRASPARENZA IN ITALIA DEI VALORI VOGLIAMO "VOTI PULITI"; PERESTROJKA E GLASNOST NEL PARTITO

LETTERA APERTA SU LA DEMOCRAZIA E LA TRASPARENZA IN ITALIA DEI VALORI VOGLIAMO "VOTI PULITI"; PERESTROJKA E GLASNOST NEL PARTITO
In effetti, era parecchio tempo che si ascoltavano mugugni e critiche alla gestione del partito; in un primo tempo il fenomeno rientrò nella classe antropologico - politica dei “malpancisti scontenti perché non avevano trovato un posto”, come ha ancora ripetuto al Corriere Silvana Mura, che, effettivamente, ricorda molto da vicino il mantra “delle mele marce” del Presidente; tuttavia, questi slogan semplicistici non è che esorcizzino il vero problema che gli articoli di Micromega di Paolo Flores d’Arcais e Marco Zerbino, insieme al libro di Alberico Giostra, “Il tribuno”, hanno pienamente individuato.
Non è dicendo che “il problema non c’è” che il problema automaticamente si risolve, questo è solo un esempio di quello che gli anglosassoni chiamano “wishful thinking” cioè di “pensiero illusorio” appoggiato ad una sorta di narcisismo cognitivo, ma così non è.
Il partito è senza democrazia interna e senza trasparenza e infiltrato da molti scarti riciclati di altri partiti (che spesso hanno pure precedenti penali); per questo ho fondato i “Circoli della glasnost e della perestrojka”, sia sulla Rete che sul territorio, ed un utilizzando la formula che usò l’ultimo segretario del Pcus dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, per descrivere il movimento di rinnovamento della società sovietica stessa basato su “trasparenza” e “ristrutturazione”.
La riunione di Bologna di domenica scorsa, organizzata con Domenico Morace e Massimo Barberio di “Parole Civili” a cui ho partecipato come unico dirigente nazionale, ha il significato di una prima pietra nella costruzione di un vero partito in cui ci sia quindi democrazie, e trasparenza. Il gruppo su Facebook creato da Gaetano Montalbano, “Sos IdV” ha raggiunto in una settimana più di mille iscritti.; io stesso ne ho creato da tempo uno “Perestrojka e glasnost in IdV” a cui è iscritto anche il vicepresidente dei Deputati IdV alla Camera, Antonio Borghesi.
Tale riunione è stata un successo:
primo perché eravamo circa 200 persone e secondo perché è stata organizzata con l’aiuto del “popolo della Rete” .
Verrebbe un po’ da dire per chi ha fatto dell’utilizzo politico costante della Rete che chi “di Rete ferisce di Rete perisce” nel senso che, la Rete è lo strumento più adatto per la sua stessa natura di libertà ad esprimere una “democrazia dal basso”.
Stiamo lavorando per creare le condizioni perché qualche autorevole deputato e deputata possa impegnarsi con noi in questa salutare battaglia per il rinnovamento del partito e la creazione di un’area riformista al suo stesso interno.
Occorre, anche per scongiurare il pensiero unico, creare una IdV con almeno due motori politici hegelianamente intesi come tesi, antitesi e sintesi propulsiva.
Non dobbiamo infatti, come dice spesso Di Pietro, “buttare il ragazzino con l’acqua sporca” perché IdV ha rappresentato molto nella lotta alla corruzione e per l’affermazione dei principi di legalità in Italia.
Concludendo, un partito che ha nella sua “ragione sociale” due termini impegnativi come “Italia” e “Valori” deve rendere conto come e più degli latri dell’aderenza a questi alti concetti stessi. Altrimenti è troppo facile e sembra che si tratti di quella gente che si dice “cristiana” perché va a Messa la domenica e poi nella vita fa l’esatto contrario di quanto predica.
No, così non va bene, ma la possibilità di cambiare c’è ancora.
Giuseppe Vatinno
Responsabile Nazionale Energia ed Ambiente di IdV
Già Consigliere del Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro
Coordinatore dei Comitati “Glasnost e Perestrojka in IdV”
Perché il nucleare non è la soluzione

Il governo Berlusconi, coerentemente (bisogna dirlo), con il suo programma elettorale si presenta con una riedizione del nucleare in Italia.
Inizialmente, si pensava alla ennesima boutade governativa, con un Presidente del Consiglio tradizionalmente iperattivo ed ipercinetico che vuole pontificare su tutto, perfino sulla fisica atomica.
Poi ci si è resi conto che le cose stanno procedendo: il Ministro dello Sviluppo economico Scajola ha firmato un decreto che fa partire la macchina; ora, il prossimo step, è quello di pubblicare la lista dei siti e qui, penso, ne vedremo delle belle poiché nessuno vuole avere una centrale termonucleare nel proprio giardino.
Nel frattempo, il giro vorticoso delle superconsulenze ha ripreso il suo corso; studi di fattibilità milionari, magari dati ai soliti “amici degli amici”, si susseguono a ritmo incessante.
Cosa succederà in futuro?
Il nucleare berlusconiano veramente ripartirà in Italia o è una specie di “Ponte sullo Stretto” perenne di cui tutti parlano perché intanto non si farà mai?
Questi gli interrogativi che attendono risposte.
Intanto vediamo perché, tecnico – politicamente, questo nucleare governativo non ci piace.
Il primo punto è che l’accordo tra l’Enel e l’omonima società francese di elettrcità, sembra fatto su misura per rifilare all’Italia (che del resto è storicamente abituata) un bidone tecnologico: infatti il nucleare francese è di terza generazione mentre ora già gira la versione 3.5 e fra qualche anno addirittura la 4.
Quindi all’Italia capiterà un nucleare in sostanziale “disuso” mondiale.
Il nucleare di terza generazione poi presenta ancora problemi relativi alla sicurezza e quindi è un nucleare pericoloso.
Il secondo punto è che il nucleare, al contrario di quanto sbandierato dal Ministro Scajola e da Berlusconi costa e costa molto alla comunità, cioè a noi tutti.
Infatti, nel computo dei costi, si deve mettere anche la costruzione e lo smantellamento della centrale con il che il costo unitario di Kwh prodotto non è affatto così conveniente come si vuol fare pensare.
Il terzo punto è che la gestione in sicurezza delle scorie non è affatto risolto se è vero che nessuno sa più dove buttarle, a partire dagli usa del presidente Obama che le nasconde nel sito salino di Yucca Mountains.
Quarto punto le emissioni evitate di CO2, cioè di anidride carbonica, il gas serra responsabile principale dei Cambiamenti climatici, non sono conteggiabili per il Protocollo di Kyoto.
Il quinto punto è che le centrali nucleari sono degli obiettivi terroristici molto sensibili e che quindi richiedono una sorveglianza “h 24” militare molto costosa .
Il sesto punto, ma certo non meno importante degli altri, è che, guidato dagli Usa, il mondo sta dirigendosi con decisione verso le fonti rinnovabili e cioè solare, eolico, biomasse, piccolo idro, energia mareale.
il settimo punto è che il nucleare civile fa, spesso, da traino al nucleare militare e non vorremo che Berlusconi, saputolo, volesse una bella bomba con il suo faccione.
L’ottavo punto, ma forse anche più importante, è che i cittadini italiani si sono espressi contro il nucleare con un referendum più di venti anni fa.
Insomma, appare chiaro che il nucleare è una scelta di vera retroguardia scientifica, politica, civile ed umana ed occorra una forte opera di mobilitazione dei cittadini per impedirla.
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