30 giugno 2010

TARICONE


1) DOVEROSA PREMESSA
 
Ogni morte, vieppiù quelle così tragiche nella loro crudezza sono spettacoli terribili che richiamano la crudezza della nostra esistenza materiale ed inducono ad umana compassione.
 
2) MA CHE MESSAGGIO MANDAVA PIETRO TARICONE ?
 
In me, sinceramente, desta meravigliata meraviglia ciò che dice oggi Saviano sui giornali; Taricone "eroe del sud"!?! che "indicava la via dell`emancipazione ai giovani meridionali"
Ma che siamo matti?
Tarricone ha indicato la via dell`effimero, la strada facile del successo di cui è evangelicamente lastricata la via degli inferni, ha propalato un modello di vita fatto di strafottenza  e superficialità, di allontanamento dai valori anche  minimamente culturali. Ha dato l`impressione ai giovani che il successo facile sia lo sculettamento TV o la mostra dei muscoli; ha influenzato negativamente il percorso di tanti giovani, soprattutto del sud, che invece di studiare faticosamente hanno pensato che dopo tutto la strada del reality fosse la soluzione strutturale a tante vite altrimenti affogate nell` anonimato.
No caro Saviano, così perdi punti e lanci sospetti anche sulla tua opera; la strada per i giovani del sud, ed in generale per i giovani, non è quella indicata da Taricone, ma quella magari indicata da Sciascia, Falcone e Borsellino.
22 giugno 2010

STEFANO MONTANARI: UN PERSONAGGIO IN CERCA D`AUTORE


Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un libro dal titolo  sulfureo ed infernale: “il Girone delle Polveri Sottili” della Macro Edizioni. Guardo l’autore, Stefano Montanari, un farmacista con velleità scientifiche che al tempo in cui eravamo al governo, come IdV, ci diede la caccia giorno e notte per avere un incontro con l’allora Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che poi ce lo rifilò a me, che all’epoca ero suo Consigliere per le politiche ambientali del Ministro e al deputato Antonio Misiti.

A suo tempo ebbi una sensazione di marcato fastidio perché il tipo insistente e ciarliero, durante il colloquio che avvenne alla Camera dei Deputati, si mostrò di una assoluta pochezza scientifica che mal si conciliava col suo tentativo di mostrarsi un grande studioso di nano particelle emesse dagli inceneritori (naturalmente con nessuna pubblicazione prestigiosa).

C’è da dire che purtroppo che, in Italia specialmente, c’è una marcata tendenza a divenire “professionisti di qualche (supposta) emergenza ambientale” per marcare un territorio politico e, sostanzialmente, strumentalizzare anche giuste battaglie.

Insomma, il sig. Montanari non mi fece una buona impressione e, per dirla tutta, mi sembrò solo un tipo in cerca di finanziamenti pubblici per attività private di dubbia consistenza scientifica.

Ora torniamo al libro che, scopro, è del 2008.

Il nostri ci dedica, cioè a Di Pietro, Vatinno e Misiti l’intero capitolo 56 (in realtà da pag. 319 a pag. 324, ma evidentemente il sig. Montanari è di quegli autori che pensa che aumentando i capitoli facendoli di poche pagine aumenta la sensazione di un libri grosso, ma purtroppo la sensazione è invece l’opposta).

In pratica il sig. Montanari vuol far credere ai lettori che (pag. 322) “Era chiaro come  l’interesse nei miei confronti di Di Pietro, Misiti e Vatinno fosse di sapere che cosa stessi combinando per prendere le dovute contromisure e così, nonostante gli inviti a stabilire una comunicazione, ben mi guardai dal dare seguito a quell’esperienza”.

Addirittura. Secondo Montanari, con tutte quello che avevamo da fare, volevamo controllarlo per neutralizzarlo. Troppo comico, veramente; ma questo dà l’idea del personaggio in questione.

Ebbene, si trattò dell’esatto opposto.

Il Sig. Montanari, farmacista eclettico in odor di qualche buon finanziamento pubblico (che fortunatamente credo non gli arriv

21 giugno 2010

OCCORRE SEPARARE NETTAMENTE IL PARTITO DALLA ASSOCIAZIONE - MIA INTERVISTA AL VELINO


 

POL - Idv, Vatinno: "Separare nettamente partito e associazione"
Di Pietro e Berlusconi simili come leader carismatici: come "particelle e antiparticelle"
 
Roma, 21 giu (Il Velino) - "Al di là del profilo penale rimane come punto politico il tema che abbiamo portato al congresso nazionale dell`Italia dei Valori come `Base Idv`", e cioè "l`incongruità della presenza dell`associazione Italia dei Valori insieme al partito". E` quanto dichiara al VELINO Giuseppe Vatinno, esponente della minoranza Idv, in relazione all`iscrizione nel registro degli indagati per truffa di Antonio Di Pietro. Non conosce i dettagli tecnici della vicenda riguardante i rimborsi elettorali, ma ribadisce che sarebbe "bene separare nettamente l`associazione dal partito, perché si chiamano alla stessa maniera e possono dare adito a confusione". O "ancor meglio", sarebbe opportuno abolirla l`associazione, ma "neanche la separazione - lamenta Vatinno - è stata fatta". Anche riguardo la questione delle case, "sarebbe bene che ci fosse quanto meno l`abbandono di quelle contestate". "Abbiamo sempre detto, come partito - ricorda Vatinno - che i politici dovrebbero essere al di sopra di ogni possibile strumentalizzazione". Lasciarle "immediatamente" sarebbe un`opportuna "forma di pulizia morale". Un "giudizio politico" il suo, ci tiene a ribadire.

Sullo sfondo, il problema della natura "troppo personalistica" dell`Italia dei Valori. "Auspichiamo più partecipazione democratica nella gestione del partito, non decisioni imposte dall`alto", spiega Vatinno, il quale ricorda che allo scorso congresso la minoranza, "Base Idv", ha proposto anche l`istituzione di una "commissione sulla glasnost (trasparenza) che esamini le molte situazioni che si stanno verificando da tre anni a questa parte", ma "fino ad ora non ha ricevuto alcuna risposta". "Mai fuori" l`Idv, vuole comunque chiarire Vatinno, ma un ruolo "critico" della minoranza "per un cambiamento effettivo". L`Idv ad oggi "somiglia un po` a Forza Italia", conclude l`esponente Idv, e come leadership carismatica Di Pietro a Berlusconi, simili come "le particelle alle antiparticelle".
 
(fdp) 21 giu 2010 17:11
15 giugno 2010

NOI E DE MAGISTRIS: UNA PRECISAZIONE


LA RIVISTA DI DE MAGISTRIS: UNA PRECISAZIONE

La notizia apparsa ieri sul blog  “Il Tribuno” (www.iltribuno.com) parla della rivista “In cammino” come possibile rivista dell’ “area De Magistris” e della associazione “In movimento” (e ne viene allegato anche un “numero zero”); poiché io figuro in prima persona, come possibile “direttore responsabile” voglio chiarire alcuni punti.

In realtà il “numero zero” non era un vero “numero zero”, ma solo una “bozza di  lavoro” che serviva solo come  proposta che il gruppo “la Base IdV – glasnost” e di cui io sono il fondatore e che riveste una rappresentanza all’Assemblea nazionale di IdV, ha fatto all’ on. De Magistris al fine di partecipare ad un progetto editoriale che è ancora solo un’ idea e non certo un “prodotto finito” e tanto meno presentabile, anche data la forma grafica necessariamente sperimentale, in tempi brevi.

Altresì, la proposta di me come direttore responsabile era solo un’ipotesi possibile non certo una decisione definitiva (oltretutto, con la nuova legge sull’informazione, trattasi di un ruolo molto delicato).

In pratica l’iniziativa è solo nostra ed è stata proposta all’ On. De Magistris insieme a diverse altre in un’ottica di collaborazione ad un progetto comune fatto però da molte risorse di cui  noi non siamo e non vogliamo certo essere l’unica ne tantomeno avere un particolare ruolo di guida.

Una piccola nota personale invece riguarda l’articolo che definisce “non felice” la mia esperienza ne “la Base IdV”.

Ricordo che “la Base IdV” nasce a novembre dello scorso anno per dare concretezza ad alcuni aspetti critici del partito; io ne sono stato uno dei cofondatori; poi altri hanno preso altre strade, cioè quella di una sostanziale fuoriuscita da IdV, che io personalmente e come movimento, area politica, della “glasnost per IdV” non condividiamo; questo perché riteniamo che la battaglia politica sia da fare  (difficilmente) dentro il partito e non (facilmente) “fuori”, e questo per essere democraticamente incisiva in un processo riformista interno. Quindi non solo l’esperienza de “la Base IdV” è stata “felice”, ma prosegue tuttora seppure nelle forme sopra dette.

Giuseppe Vatinno

4 giugno 2010

EURONOSTRO CHE SEI NEI CIELI


 

 

 

L’Euro la creatura più fulgente  e luciferina partorita dagli economisti europei, la “moneta rifugio” (con le virgolette, mi raccomando), la “sfida al dollaro” (anch’esso tra virgolette), subisce colpi da manuali; la sua rotta barcolla, si inclina, vira pericolosamente e traballa; i venerdì neri si sommano ed inseguono i lunedì neri che, ultime notizie, ghermiscono le polpaccia dei martedì neri, è qui è tutto nero che pare di essere pure nell’Africa, naturalmente, Nera.

Negli Usa la disoccupazione attiva (che tiene cioè conto sol o di chi cerca il lavoro e non di chi si ormai ritirato, quindi, per capirci è un dato ottimistico) è al 9.7%; i conti dell’Ungheria non convincono i mercati, le Banche sembrano gelatine in un barattolo durante un terremoto, in testa le italiane Intesa San Paolo e Unicredit, il Dow Jone,s nel nuovo venerdì nero del 5 giugno anno domini 2010, perde di nuovo il 3.13% e brucia favolose ricchezze.

In Europa, i nocchieri teutonici, maledicendo quando hanno preso a bordo i cugini latini e il resto della cortina di ferro, impongono sacrifici; dalla terra d’ Ellade , ricca di millenni di filosofia, olive e formaggio, l’infezione si propaga; non basta il megapiano miliardario in euro: i mercati non mentono; non si fidano, si ritirano, in definitiva: non ci credono.

Questa la pericolosissima situazione delle cadute repentine dell’eurobarometro.

Signori, non era la difesa, la politica estera, la costituzione a mettere a prova di fuoco la Unione europea ma il vil denaro che, come il soliti, la fa da padrone.

Il dollaro recupera (€/$ = 1.21), piangono i turisti europei ridono le aziende che devono esportare e, dall’altra parte dell’atlantico, in un balletto di perfetta ed infida simmetria, accade l’esatto contrario; piangono le aziende, ridono i turisti; Colosseo e spaghetti quasi a gratis per la famigliole bionde del mid west; lacrime e sangue per i poveracci italiani (sai che novità).

Insomma, stiamo tornando alla normalità se per normalità possiamo intendere il ritorno alla precarietà italica che sembra essere ormai anche la costante europea (vuoi vedere che li abbiamo contagiati pure noi?).

Ce la faremo?

Non si sa.

Intanto, tornando in Italia, Berlusconi (sarà pure bravo ma sembra portare proprio tanta jella) ha dovuto ammettere che la crisi c’è e dar ragione al suo Ministro Tremonti, eternamente in pendolo tra socialismo e liberismo, in una sorta di bipolarità anche esiziale per il Paese; intanto si annunciano nuovi e terribili tagli a tutto e a molti (naturalmente, essendo in Italia, non a tutti).

Indovinate chi pagherà il prestito che abbiamo fatto alla Grecia?

Non certo i magnati della finanza ma i magnati di fame, cioè il popolo  comune.

Intanto però, detto popolo, la momento del voto, dimostra di essere isomorfo e proiettivo al suo

4 giugno 2010

IDV: ABITAZIONI- SUPERFICIALITA` MA NON FARE DI TUTTA UN ERBA UN FASCIO

 

IDV: ABITAZIONI- SUPERFICIALITA` MA NON FARE DI TUTTA UN ERBA UN FASCIO

 

"L`attuale vicenda delle abitazioni in cui sono coinvolti anche esponenti di primissimo piano di IdV è un segno che è necessario prestare sempre la massima attenzione quando si incontrano personaggi che possono essere a loro volta coinvolti in giri pericolosi;indubbiamente la cosa denota una certa superficialità che nuoce all`immagine di un partito che ha la sua ragione sociale nell`impegno per la legalità; tuttavia, occorre anche dirlo, spesso IdV è particolarmente `attenzionata` su vicende di questo tipo quando anche tutti gli altri partiti rimangono spesso coinvolti in vicende analoghe senza altrettanto clamore mediatico. In IdV ci sono anche molte forze sane e costruttive, giovani e donne che si impegnano quotidianamente nella lotta per la legalità e non è giusto che si faccia di tutta l`erba un solo fascio".

Giuseppe Vatinno Coordinatore dell`area congressuale IdV La Base - Glasnost cell.: 338-7275363

1 aprile 2010

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE L`ENNESIMA OSCILLAZIONE DI DI PIETRO LASCIA PERPLESSI "LA BASE IDV" VUOLE SAPERE COME STANNO VERAMENTE LE COSE

 LETTERA APERTA AL PRESIDENTE L`ENNESIMA OSCILLAZIONE DI DI PIETRO LASCIA PERPLESSI "LA BASE IDV" VUOLE SAPERE COME STANNO VERAMENTE LE COSE

"In seguito alla partecipazione al programma televisivo Ballarò dell`altra sera, abbiamo preso atto della nuova `oscillazione` del Presidente Di Pietro che parla ora di una sorta di `collaborazione` con il centro - destra ed il governo Berlusconi, soprattutto in tema economico e del lavoro (con ammorbidimenti sul tema della giustizia), ma anche con una esplicita apertura pro-leghista sul federalismo fiscale. Di Pietro non è nuovo a quelle che potremmo definire `oscillazioni fisiologiche` tra posizioni di `destra` e posizioni di `sinistra` (che utilizziamo come riferimento virgolettato in questi tempi di post-ideologismo); tuttavia, essendo il Presidente di IdV, questo ha forti implicazioni sulla tenuta politica e programmatica di un partito che si ritrova sempre più spesso a non avere una linea chiara e ben definita. Ad esempio, Di Pietro prima non era certo `ostile` all`Energia nucleare e al Ponte sullo Stretto (in riferimento al periodo governativo, in cui io stesso ero suo consigliere al Ministero e responsabile Energia del partito), poi ha cambiato drasticamente divenendo improvvisamente paladino dell`ambiente (della qual cosa siamo contenti). Così in tema economico. Pare sinceramente difficile conciliare la posizione liberale di IdV in Europa (iscritta all` ELDR) con le posizioni `para -comuniste`, espresse fino a due giorni fa. Insomma, molta confusione sotto il cielo del gabbiano e...tutto va bene (direbbe Mao), ma così non è. Vogliamo sapere dal Presidente Di Pietro quale è la vera linea politica del partito e perchè ondeggia il continuazione; il tutto, naturalmente, condito dalla solita posizione irrisolta della democrazia e della trasparenza all`interno del partito stesso, in cui l ``ammoina` del congresso non ha certo giovato. In questa ottica bene ha fatto De Magistris a porre IdV nella posizione strategica di "ponte` verso tutti i movimenti da Beppe Grillo al popolo viola, al civismo diffuso che così tanto ci ha appoggiato negli ultimi anni.Queste persone non capiscono cosa voglia intendere il Presidente quando parla di `collaborare con Berlusconi`. La `Base IdV`, forte di 3000 iscritti in tutta Italia e di 200 delegati congressuali, vuole sapere come stanno veramente le cose." Giuseppe Vatinno co-fondatore de "La Base IdV"

 

4 marzo 2010

GUNTER GRASS: UN UOMO PER TUTTE LE STAGIONI


Interessante per capire molte cose l`intervista riportata oggi su Repubblica on line il cui inizio riporto:

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BEHLENDORF - "Le mie idee davano fastidio, più di quelle dei conservatori. Perché il nemico numero uno della Ddr eravamo noi socialdemocratici". Vent`anni dopo la caduta del Muro, il Nobel Günter Grass rievoca lo spionaggio maniacale orchestrato contro di lui dagli agenti dell`Est.

"Sì, io, Günter Grass, fin dal 1960 fui spiato dalla Stasi, anche da scrittori che la informavano. Lo appresi molto più tardi, ora questo libro racconta tutto. Fu un`ossessione bigotta da comunisti ortodossi: io intellettuale socialdemocratico facevo loro paura, perché dissi no al Muro e alla censura, temevano il contagio di un`altra idea di sinistra, come nel `68 la Primavera di Praga". Nella sua casetta di Behlendorf, qui tra Lubecca e Amburgo, ascoltiamo il Nobel per la letteratura sulle rivelazioni del libro di Kai Schlueter, in uscita dall`editore Ch. Links, "Günter Grass im Visier, die Stasi-Akte", cioè "Günter Grass nel mirino  -  i dossier della Stasi".

Signor Grass, quando seppe di essere spiato dalla Stasi?

"Fu una sorpresa. Non sapevo che mi spiassero fin dal 1960, un anno prima della costruzione del Muro. Fui invitato a un convegno dell`Unione degli scrittori della Ddr. Al membro della sua presidenza, Strittmatter, risposi di sì a condizione di poter dire quel che volevo nel mio discorso. Criticai la censura, parlai di libri proibiti. Non potevo immaginarlo, ma ero sotto il loro controllo fin da allora. Più avanti, negli anni Settanta, fui invitato a incontri privati in case di scrittori a Berlino est. Non me ne accorsi, ma dal nostro passaggio alla frontiera del Muro a Friedrichstrasse, fino alle soglie delle abitazioni, eravamo sorvegliati". 

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Interessante perchè Grass, premio Nobel per la Letteratura, autore del best seller "Il tamburo di latta" è stato in gioventù (come molti) un nazista abbastanza convinto, risultando poi anche iscritto alle SS.
Nell`intervista Grass si lamenta perchè spiato dai servizi segreti della Germania est, cio
11 febbraio 2010

CHIAMALE SE VUOI (E)MOZIONI


LA VERA STORIA, AD USO DEI POSTERI, DE LA MOZIONE DE "LA BASE IDV" AL PRIMO CONGRESSO NAZIONALE

 

di Giuseppe Vatinno

Coordinamento nazionale de “la Base IdV”

 

Voglio scrivere qualche riga a chiarimento, sia per i giornalisti che per i tanti amici e nemici che me lo chiedono, di come siano veramente andate le cose –per averle vissute in prima persona- riguardo alla  nostra mozione congressuale, quella de la “Base IdV”.

Dunque, la mozione inizia, di fatto, a essere scritta già al cosiddetto "Baraccano 1" di Bologna (dal nome di dove l’assemblea si teneva), il 1 novembre 2009; naturalmente, si tratta solo dei punti chiave, buttati giù a più mani nella bolgia salvifica e creatrice di quel primo congresso fondatore auto convocato sulla Rete di quella che sarebbe divenuta la “Base IdV”; successivamente la mozione si arricchisce di contenuti veramente raccolti dai suggerimenti di chiunque lo volesse e si struttura nella sua forma semi - definitiva nel cosiddetto “Baraccano 2”, sempre a Bologna, prima delle vacanze natalizie. Poi a Brescia, gennaio 2010, la versione semi-definitiva. Segue la raccolta delle firme dei delegati nazionali.

Con molta buona volontà e tante difficoltà, riusciamo a raccogliere il consenso di circa 60 delegati ed io porto l`elenco all` on. Rota al partito, il venerdì 4 alle 17. Rota, organizzatore nazionale, sta andando via, guarda il foglio e diceDocumenti allegati:
Io mentre espongo al Congresso nazionale di IdV, la nostra mozione congressuale

4 febbraio 2010

DOMANI SI APRE IL CONGRESSO IDV. LA BASE IDV E` PER IL CAMBIAMENTO ANCHE NEL PARTITO

Immagine dal Baraccano 3 di Brescia

"Domani, a Roma, si apre il primo congresso nazionale del partito e la
Base IdV, nata a novembre dello scorso anno sulla scorta dei tanti
malumori esistenti per la gestione del partito stesso soprattutto a
livello locale, è pronta con la sua mozione ed i suoi numerosi delegati.
Domani alle 11 faremo una conferenza stampa di presentazione della mozione
definitiva a Via Sistina 36 a Roma nella sede dei "comitati per la
glasnost - La Base IdV". Auspichiamo che il presidente Di Pietro prenda
atto della situazione di grande insoddisfazione tra i molti militanti
della Base del partito e voglia prendere atto delle richieste di maggiore
democrazia e trasparenza nel partito stesso al  fine di continuare una
efficace lotta per i valori della legalità e la trasparenza nella società
italiana. Auspichiamo anche che l`azione di nuovi entrati nel partito, ma
già autorevolissimi, come luigi De Magistris, possano costituire uno dei
perni di quel rinnovamento da tutti auspicato".

GIUSEPPE VATINNO
DIRETTIVO DE LA BASE IDV
E COFONDATORE
cell.: 338-7275363

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