15 giugno 2010

NOI E DE MAGISTRIS: UNA PRECISAZIONE


LA RIVISTA DI DE MAGISTRIS: UNA PRECISAZIONE

La notizia apparsa ieri sul blog  “Il Tribuno” (www.iltribuno.com) parla della rivista “In cammino” come possibile rivista dell’ “area De Magistris” e della associazione “In movimento” (e ne viene allegato anche un “numero zero”); poiché io figuro in prima persona, come possibile “direttore responsabile” voglio chiarire alcuni punti.

In realtà il “numero zero” non era un vero “numero zero”, ma solo una “bozza di  lavoro” che serviva solo come  proposta che il gruppo “la Base IdV – glasnost” e di cui io sono il fondatore e che riveste una rappresentanza all’Assemblea nazionale di IdV, ha fatto all’ on. De Magistris al fine di partecipare ad un progetto editoriale che è ancora solo un’ idea e non certo un “prodotto finito” e tanto meno presentabile, anche data la forma grafica necessariamente sperimentale, in tempi brevi.

Altresì, la proposta di me come direttore responsabile era solo un’ipotesi possibile non certo una decisione definitiva (oltretutto, con la nuova legge sull’informazione, trattasi di un ruolo molto delicato).

In pratica l’iniziativa è solo nostra ed è stata proposta all’ On. De Magistris insieme a diverse altre in un’ottica di collaborazione ad un progetto comune fatto però da molte risorse di cui  noi non siamo e non vogliamo certo essere l’unica ne tantomeno avere un particolare ruolo di guida.

Una piccola nota personale invece riguarda l’articolo che definisce “non felice” la mia esperienza ne “la Base IdV”.

Ricordo che “la Base IdV” nasce a novembre dello scorso anno per dare concretezza ad alcuni aspetti critici del partito; io ne sono stato uno dei cofondatori; poi altri hanno preso altre strade, cioè quella di una sostanziale fuoriuscita da IdV, che io personalmente e come movimento, area politica, della “glasnost per IdV” non condividiamo; questo perché riteniamo che la battaglia politica sia da fare  (difficilmente) dentro il partito e non (facilmente) “fuori”, e questo per essere democraticamente incisiva in un processo riformista interno. Quindi non solo l’esperienza de “la Base IdV” è stata “felice”, ma prosegue tuttora seppure nelle forme sopra dette.

Giuseppe Vatinno




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