Roma, 15 novembre 2005

 

In occasione del Convegno “Energia ed Ambiente: nuove proposte di impegno dell’Unione”

 

ROMANO PRODI

 

Cari amici,

Vi ringrazio molto per l’invito, ma purtroppo non posso partecipare al Vostro incontro. Vi sono comunque grato per il contributo importante che state dando e per questa iniziativa che, ne sono certo, aggiungerà riflessioni originali per il cantiere dell’Unione che definirà le linee della nuova politica energetica di cui abbiamo tutti bisogno.

Entrerò subito nel vivo con qualche considerazione di carattere generale che riflette alcune convinzioni di fondo. Nel processo globale di transizione che stiamo vivendo, appare decisivo che l’attuale sistema energetico mondiale si avvii da subito verso un cambiamento radicale. Si deve cambiare non solo perché le fonti tradizionali, da cui dipende in modo preponderante il sistema energetico attuale, sono destinate ad esaurirsi e ad essere comunque troppo costose e strategicamente poco affidabili, ma perché finiremmo presto per non avere abbastanza aria, terra o mare dove scaricare le scorie solide, liquide o gassose.

Possiamo –e certamente dobbiamo- impegnarci anche a rendere efficienti le nostre centrali, le nostre industrie, i nostri trasporti, le nostre città e le nostre case, ma la spinta a raggiungere i livelli di consumo ‘occidentali’ da parte di miliardi di persone dell’Asia al Sud America e, speriamo, anche dall’Africa, renderà l’attuale ricorso alle fonti ‘fossili’ assolutamente insostenibile per l’ambiente in un futuro non troppo remoto.

Il mondo è di fronte alla sfida di una nuova, gigantesca rivoluzione industriale e abbiamo bisogno di uno sviluppo di qualità, per il quale il rispetto dell’ambiente non debba essere considerato un vincolo bensì un’opportunità ed una risorsa.

Anche noi possiamo e vogliamo partecipare a questa fase di nuovo sviluppo.

Abbiamo bisogno tanto di energia a basso costo quanto di un sistema energetico rinnovato.

E vogliamo anche che l’industria italiana possa beneficiare di stimoli verso produzioni destinate al nascente mercato globale dell’energia.

Si tratterà di procedere in modo da bilanciare gli obiettivi di crescita e di rispetto dell’ambiente, i quali, pur convergendo nel lungo termine, possono apparire in conflitto nel breve e medio termine.

Da subito andrà avviata una campagna vigorosa per il risparmio energetico nelle case, nei mezzi di trasporto, nelle aziende, e le misure che prenderemo avranno un impatto molto rapido.

Ma sappiamo anche che non basterà risparmiare e che si tratterà, in parallelo, di superare l’eccessiva dipendenza dalle fonti primarie fossili ed in particolare, nei tempi più rapidi possibili, dalla dipendenza del petrolio che ci vede in una situazione assolutamente ‘singolare’ tra i paesi avanzati.

Sono certo che concorderemo quindi sulla necessità di fare un grande sforzo per:

- accelerare l’utilizzo delle energie rinnovabili

- avviare la transizione, nella produzione di energia elettrica, dai grandi impianti a quelli più piccoli distribuiti sul territorio.

- promuovere la produzione di idrogeno nei vari modi possibili, senza la quale, comunque, tutto il sistema dei trasporti su strada resterà molto dipendente dalle fonti fossili.

 

Si tratta di scelte strategiche forti e impegnative ma non più eludibili. Ma sono anche quelle che ci permetteranno di realizzare contestualmente l’obiettivo di promuovere la crescita economica e lo sviluppo industriale insieme a quello di migliorare in modo significativo la qualità dell’ambiente e di ridurre l’effetto serra.

Il riconoscimento del ruolo dell’Unione europea nella protezione dell’ambiente è un passo indispensabile, molti dei problemi ambientali, a cominciare dall’inquinamento atmosferico, non possono essere risolti, se non con un approccio globale.

Think globally and act locally” (pensare a livello globale ed agire nella dimensione locale): è questo il motto a cui ci ispireremo, assicurando che il nostro paese faccia la sua parte.

 

Con molta amicizia,

Romano Prodi

 

Testo inviato per il Convegno e raccolto da Giuseppe Vatinno, Responsabile Nazionale Energia di Italia dei Valori, Gruppo per il Programma Energia ed Ambiente  dell’Unione