|
|
  |
| Archivio Spedisci
ad un amico Stampa |
Ambiente TAVOLO AMBIENTE
DELLE OPPOSIZIONI: RAGGIUNTO UN PRIMO ACCORDO SUI PRINCIPI
GUIDA 22-12-2003
Roma, 22 dicembre
2003 - Pronto il documento degli otto partiti dell’opposizione
(PRC, Italia dei Valori, DS, Verdi, Comunisti Italiani, UDEUR-
Alleanza Popolare, Margherita, SDI) che definisce i principi
di fondo di una politica che parta dalla centralità
dell’ambiente per pensare un nuovo modello di progresso
sociale ed economico. Un documento che, secondo i firmatari,
era non solo necessario ma addirittura urgente a fronte
dell’attacco che l’attuale Governo di centro-destra sta
sferrando ai cardini fondanti della tutela ambientale e della
partecipazione democratica a scelte che riguardano la salute
umana ed ambientale dei cittadini di oggi e delle generazioni
future come dimostrato dallo scellerato decreto per inviare le
scorie nucleari a Scanzano Ionico. Un Governo che ha avviato
la costruzione di grandi, quanto inutili e pericolose, opere
ingegneristiche in assenza di una valutazione di impatto
ambientale, che ha approvato un condono edilizio che annulla
la secolare l’analienabilità dei demani e delle aree gravate
da usi civici, che con la legge Gasparri dà il via a nuove e
diffuse fonti di emissioni di onde elettromagnetiche, che per
far fronte al rischio di back-out estivo ha derogato le leggi
sull’inquinamento idrico e che ha addirittura “scippato” al
Parlamento la sua prerogativa di legiferare in materia
ambientale derogando a sé stesso pieni poteri per la scrittura
di nuove norme. Scelte di governo del territorio che hanno
ignorato la competenze delle amministrazioni locali come
stabilito dal nuovo Capitolo V della Costituzione nonostante
il tanto sbandierato federalismo invocato a gran voce dal
Governo stesso. Ma il lavoro del Tavolo non si ferma qui:
sono già stati formati 8 gruppi di lavoro cui spetterà il
compito di discutere approfonditamente delle grandi questioni
che sono al centro del dibattito pubblico, come, ad esempio,
la gestione delle risorse idriche, le scelte di politica
energetica per far fronte al crescente fenomeno dei
cambiamenti climatici, il problema, oramai cronico, della
gestione dei rifiuti o l’attacco sferrato dalle lobbies
dell’industria biotech per imporre le piante geneticamente
manipolate. Il risultato di questo lavoro sarà poi discusso
pubblicamente con i rappresentanti del mondo associativo, dei
sindacati, delle aziende e dei social forum per individuare il
percorso che possa portare ad un processo partecipato del
governo dei problemi ambientali in tutte le sue
sfaccettature. Il documento sarà integralmente disponibile
sui siti web dei partiti
dell’opposizione.
______________________________________________
Documento
congiunto del Tavolo dell'Ambiente delle
Opposizioni
Le forze d’opposizione hanno deciso
di dare vita ad un tavolo di lavoro sull’ambiente con un
duplice scopo. In primo luogo di contribuire a coordinare e
rafforzare l’opposizione alle politiche del governo che hanno
un profilo quanto mai nefasto. Basti pensare agli ultimi
due provvedimenti assunti, il condono edilizio e la legge
delega, per comprendere che è necessario il massimo di allarme
e mobilitazione. Il condono edilizio fa scempio di territorio
e legalità legittimando l’ appropriazione privata del demanio
pubblico per via di abuso sanato. La delega consente una
controriforma per vie extraparlamentari su tutte le normative
ambientali. Ancora prima, abbiamo subito la legge Lunardi e
i suoi derivati, dal decreto Gasparri a quello “sblocca
centrali”, passando per le grandi opere e i nuovi impianti che
generano emissioni elettromagnetiche; tutte scelte ad alto
impatto ambientale che hanno ignorato le competenze di enti
locali e la partecipazione democratica. Con il pretesto del
rischio di black out estivo si sono fatte passare norme che
mettono in mora regole ambientali per l’inquinamento termico
delle acque. Il governo si muove dentro la scia dei
peggiori comportamenti anti ambientalisti propri delle destre
mondiali, come ha ben dimostrato l’amministrazione Bush in
rapporto alla ratifica del protocollo di Kyoto. Queste
politiche sono destinate ad aggravare con rischi di
irreversibilità, una condizione dell’ambiente già estremamente
compromessa al punto da mettere in discussione gli stessi
grandi cicli della vita: acqua, biosfera, biodiversità. Un
comportamento irresponsabile che rischia di moltiplicare la
rottura degli equilibri già in bilico come ad esempio
l’assetto geomorfologico su cui insistono cementificazioni e
mutate condizioni climatiche dovute all’effetto serra.
Siamo convinti, però, che l’efficacia dell’opposizione sia
legata non solo alla capacità di mobilitazione ma anche alla
ricerca di una progettualità alternativa che definisca una
nuova qualità sociale ed ambientale dello sviluppo. Il
tavolo da questo punto di vista è un luogo che si rapporta a
tutti gli altri che vengono o verranno proposti da soggetti
sociali e di movimento. Noi dobbiamo sentirci impegnati in
una discussione trasparente e partecipata in cui valorizzare i
punti di convergenza in cui si confrontino le idee con
dibattito libero e aperto. Non c’è dubbio che, qualsiasi
sia il giudizio che si da sulle esperienze passate, siamo
chiamati a dare risposte nuove perché nuova è la
situazione. Per raggiungere questo obiettivo, le forze di
opposizione lavorano ad un confronto programmatico che si
articolerà sul tavolo centrale e su otto gruppi di
approfondimento, aperto al confronto pubblico e seminariale
con tutte le forze interessate e libero nell’articolazione del
dibattito. Nell’introdurre questo lavoro consideriamo
importante riferirci ad alcuni punti.
· Ribadire la
centralità del ruolo dell’ambiente nella programmazione delle
attività umane come valore in sé e come risorsa economica ·
Dichiarare l’indissolubilità del legame tra progresso
economico e sociale e tutela ambientale e sanitaria portatore
di una logica alternativa che deve orientare le scelte e la
stessa contabilità economica e sociale. · Ristabilire la
certezza del diritto che non consenta più sotterfugi che
alimentano solo l’illegalità a discapito della collettività
tutta come nel caso dell’ultimo condono edilizio che spazza
via secolari concetti giuridici come l’inalienabilità dei beni
demaniali e degli usi civici. · Fare dell’ambiente la
principale occasione di nuova e buona occupazione. ·
Applicare il Protocollo di Kyoto (andando anche oltre)
attraverso l’attuazione di piani complessivi di rientro dalle
fonti inquinanti. · Avviare una diversa politica energetica
fondata sul risparmio ed un uso razionale dell’energia nonché
sullo sviluppo di fonti rinnovabili pulite quali solare
termico e fotovoltaico, eolico e piccolo idroelettrico
valorizzando le vocazioni locali. · Risanare le centrali
energetiche recuperando potenzialità e riducendo le
emissioni. · Riaffermare il no deciso al nucleare. ·
Impegnarsi per una nuova centralità pubblica dei servizi
essenziali per la società e dei beni comuni quali la
produzione e la distribuzione energetica e la gestione
dell’acqua, dei rifiuti, dei trasporti anche per produrre
innovazioni ambientali in rapporto con il territorio e per
garantire i diritti di accesso e partecipazione · Dare
priorità ai piani di sostegno al trasporto ferroviario, per lo
spostamento del trasporto delle merci su ferro e via mare, per
il ripristino ambientale, le bonifiche delle aree inquinate,
un piano di risanamento idrico, considerando la difesa del
suolo la vera grande opera in cui impegnare lavoro e risorse,
in contrapposizione alle grandi opere definite prioritarie dal
Governo come ad esempio il Ponte sullo Stretto, il MOSE ed il
terzo traforo del Gran Sasso · Mettere in atto le misure
di prevenzione e lotta agli incendi boschivi già previste
dalla legge · Valorizzare il patrimonio agricolo, le
produzioni tipiche e la tutela della biodiversità agricola
incompatibili con l’omologazione colturale e culturale
rappresentata dagli OGM · Avviare una politica di gestione
dei rifiuti urbani fondata sul controllo merceologico che
consenta di attuare concreti piani di riduzione a monte e di
raccolta differenziata finalizzata al recupero di materia,
contrapposta al semplice approccio basato sul loro
smaltimento · Garantire il diritto degli animali
nell’affermazione di un senso etico della vita sulla Terra che
superi ogni visione antropocentrica nel rapporto
uomo-ambiente
· Garantire il diritto all’ambiente come
bene comune per tutte e tutti e per le genezioni future, di
cui va rispettata e promossa la riproducibilità
Roma, 22 dicembre 2003
Alfonso Pecoraro
Scanio, Fabrizio Fabbri (Verdi) Roberto Musacchio
(PRC) Fulvia Bandoli (DS) Giuseppe Vatinno, Mario
Castorina (Italia dei Valori) Romolo Benvenuto
(Margherita) Primo Galdelli (Comunisti Utaliani) Roberto
Napoli ( UDEUR - Alleanza Popolare) Primo Pappaterra, Carlo
Ubertini (SDI)
| |
| FILE
ALLEGATI |
Volantino Roma fronte Volantino Roma
retro
| |