vatinno On novembre - 19 - 2014

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Il testo di Giuseppe Vatinno, benché dedicato a problemi classici, non lascia la sua attualità sotto il tappeto. Il mondo è fatto di due parti in qualche modo distinte anche nei loro aspetti di realtà: i sistemi fisici e l’ambiente in cui avvengono i fenomeni.
Il colpo di genio dei fisici degli ultimi 500 anni è stato sooprattutto quello di concepire e dedicarsi ai cosiddetti sistemi isolati, molte delle proprietà dei quali sono descrivibili come “invarianze” rispetto all’ambiente identificato soprattutto con lo spazio-tempo di cui Albert Einstein è stato il padre nobile pur con l’aiuto di molti come Gauss, Riemann, Minkowski, Levi Civita (tutti di estrazione geometrico-analitica). La nozione di invarianza ha dominato dal ‘900 in poi portando alla ribalta della fisica una ostica “teoria dei gruppi” a cui molti fenomenologi si sono adattati con fatica. Sono nati conflitti nel modo di pensare; e qui Giuseppe Vatinno ha trovato spazio per inserirsi nei problemi.
La didattica di queste cose è rimasta un po’ indietro e va recuperata: senza una mentalità gruppale, ben esemplificata da Eugene Wigner nella Review of Modern Physics del 1965 (un classico”) la fisica contemporanea è incomprensibile. Mi riferisco soprattutto ai gruppi continui, dopo i quali sono arrivati anche i gruppi discreti (come caratteri primari dell’atomizzazione di campi e particelle). Vatinno vi darà lo stimolo per saperne di più. Buona lettura!

Carlo Bernardini

*Professore emerito di Fisica presso l’Università “La Sapienza” di Roma

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Categories: Articoli scientifici

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