vatinno On gennaio - 31 - 2015

Quando il bambino era bambino, | era l’epoca di queste domande: | “Perché io sono io e perché non sei tu? | Perché sono qui e perché non sono lì? | Quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio? | La vita sotto il sole è forse solo un sogno? | Non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro? |C’è veramente il male e gente veramente cattiva? | Come può essere che io che sono io non c’ero prima di diventare? | E che una volta io che sono io non sarò più quello che sono?” (Da: Il cielo sopra Berlino, di Wim Wenders)

RECENSIONE

“LA RINASCITA DEL TEMPO. Dalla crisi della fisica al futuro dell’universo.” Di LEE SMOLIN
(Einaudi, Torino,2014, pagg. 297, 32 €)

Giuseppe Vatinno, membro della SIF (Società Italiana di Fisica)

Lee Smolin è un fisico teorico statunitense (New York 1955) trasferitosi in Canada che insegna Fisica all’ Università di Waterloo ed è membro del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Toronto.Laureatosi ad Harvard vi ha conseguito poi anche il dottorato usufruendo poi di un postdoct all’ Istitute for Advanced Studies di Princeton.Studioso di gravità quantistica a loop e noto per la sua avversione alla concorrente teoria delle stringhe Smolin studiando la gravità quantistica è stato poi condotto in maniera naturale verso la cosmologia e in questo ambito dobbiamo inquadrare il suo nuovo libro diviso in due sezioni principali: Peso: l’espulsione del tempo e Luce: la rinascita del tempo.
Smolin ha scritto un libro in cui il tema principale è il Tempo o meglio il recupero di una visione assoluta di esso .Infatti nella fisica di Newton il tempo ha un valore assoluto ed, insieme allo spazio, costituisce una sorta di “fondale” rispetto al quale accadono gli eventi del cosmo.Successivamente la rivoluzione relativistica apportata due secoli dopo da Albert Einstein ha relegato il Tempo ad una dimensione relativa determinata da un osservatore in moto con una certa velocità o ad un osservatore che risente di un campo gravitazionale o di accelerazione; con Einstein, possiamo dire, il Tempo (e lo Spazio) diventa un fatto personale .
Smolin ritiene che l’immagine del continuum spaziotemporale (o cronotopo) che emerge dalla Relatività sia non solo limitata e limitante ma sia proprio errata.Per Smolin infatti il Tempo recupera il suo ruolo classico di guida dei processi fisici evitando una degenerazione metafisica (e quindi critica, indirettamente, la possibilità di viaggiarvi in esso e delle stranezze legate agli universi paralleli e multipli).Dobbiamo dire che questa visione non è nuova né tantomeno unica.Infatti fin dall’apparire della Relatività Speciale nel 1905 e successivamente di quella Generale nel 1915 vi sono state spesso critiche rivolte all’impianto teorico espresso da Einstein.Basti pensare che lo stesso Mach e poi Lorentz ebbero un atteggiamento di rifiuto rispetto agli assiomi relativistici.Negli ultimi anni abbiamo assistito anche ad un (ri)fiorire di scuole “eteristiche” che hanno contestato da diverse posizioni gli assunti di Einstein primo fra tutti la relatività della contemporaneità reintroducendo un “Tempo assoluto” e quindi necessariamente una classe di osservatori privilegiati in quiete rispetto a un “etere” spesso identificato modernamente con il fondo di radiazione cosmica.Smolin critica il “paradigma newtoniano” non per il Tempo assoluto (che infatti assume anche come sua guida epistemologica) ma per il combinato disposto di condizioni iniziali ed equazioni differenziali che sono alla base della meccanica newtoniana; infatti Smolin ritiene che questa visione della Fisica, sia limitante nella ricerca di una definitiva “Teoria del Tutto” che dovrebbe unificare la Meccanica Quantistica (o meglio il Modello Standard basato sulla Teoria relativistica dei campi) con la Relatività Generale.Smolin pensa che queste due teorie siano solo delle approssimazioni molto ben funzionanti (nel senso di efficienti) di una Teoria generale non – lineare in cui però il Tempo giochi un ruolo classico e cioè assoluto.In questo si differenzia nettamente da chi ha proposto Teorie del Tutto come la gravità quantistica a loop e la Teoria delle Stringhe; per Smolin poi le “condizioni iniziali” e quindi il Tempo hanno un ruolo rilevantissimo; in effetti uno degli esiti del metodo newtoniano è proprio quella equazione di Wheeler – De Witt (che tenta di descrivere la funzione d’onda dell’intero universo) in cui il tempo “scompare”, almeno formalmente. Nel libro di Smolin si coglie specificatamente nell’ultimo capitolo uno necessità di allargare i temi dalla cosmologia al futuro dell’umanità ,con riferimenti al filosofo brasiliano Roberto Mangabeira Unger, in un crescendo escatologico millenarista che vede susseguirsi sulla scena le preoccupazioni per i cambiamenti climatici, la politica e i mercati finanziari.Di tanto in tanto fa capolino poi la profonda insoddisfazione di questo originale fisico teorico per la limitatezza della Fisica nel non poter rispondere alle domanda fondamentali sull’eternità e sul senso del perché ci sia qualcosa invece che nulla.Smolin pare percepire una certa limitatezza metodologica nella scienza a favore di una visione più pacatamente filosofica che permette di indagare le cosiddette “cause prime”.C’è da dire, tuttavia, che proprio questa sorta di “modestia” galileiana ha fatto grande la fisica e la scienza in genere; passare dai “perché” Aristotelici ai “come “galileo-newtoniani ha segnato un percorso evidente di crescita metodologica ed epistemologica.Allora il dibattito si sposta sul ruolo nella “fabbrica della conoscenza” che hanno le scienze hard rispetto a quelle soft e alla Filosofia in genere.Smolin, sorprendentemente per un fisico teorico, critica anche la matematica ed il suo ruolo di “regina” delle scienze; egli dice che più che una regina dovrebbe essere un’umile ancella della fisica in questo i contrasto nuovamente con la visione matura di Einstein che dalle posizioni positiviste machiane della giovinezza si spostò ad una visione sostanzialmente platonica.In conclusione possiamo dire che si tratta di un libro contro corrente e contro tutto il mainstream dominante nella ricerca fisica.Mettere in discussione la Relatività è sempre atto coraggioso e filosoficamente (ancor prima che fisicamente) impegnativo che non mancherà di destare polemiche e controversie.Parimenti però, dobbiamo all’originalità di Smolin uno stimolo intellettuale non trascurabile che ci costringe comunque a pensare o a ripensare i fondamenti stessi delle categorie base su cui si fonda la Fisica: lo Spazio e il Tempo.

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Categories: Articoli scientifici

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