vatinno On marzo - 2 - 2016

Pubblicato il 29,2,16 su AffariItaliani

Utilizzo il motto dell’araba fenice adattato alla situazione romana per descrivere il pasticcio in cui si è cacciato il centro – destra e i suoi tentativi per uscirne fuori.
La situazione è nota e la riepilogo in estrema sintesi.
Tutto ha inizio a settembre del 2015 con Berlusconi che vuole candidare a Roma (Marino ancora regnante), per il centro – destra, un esponente della mitica “società civile” e sceglie l’ imprenditore Alfio Marchini. Nell’ambiente della destra romana la scelta non appare azzeccatissima per il passato rosso da costruttori della famiglia chiamata “calce e martello”; Alfio però, nel frattempo, e cioè per sei mesi, fa di tutto per auto – rovinarsi la candidatura.
Sostiene che la sua lista andrà avanti da sola indipendentemente dai partiti.Questo, naturalmente, non piace affatto ai partiti stessi che cominciano a rimuginare; c’è anche da dire che Marchini, con il suo coordinatore romano Alessandro Onorato, nel frattempo, si gioca tutto il vantaggio competitivo che gli derivava dal fatto di essere l’unico candidato, in una incredibile immobilità.
Gli avversari si riorganizzano e nel frattempo Berlusconi, sotto l’influsso della Meloni, cambia idea su Marchini e sceglie, insieme a Salvini, Bertolaso.
Tuttavia, alle prime uscite, Bertolaso dice cose strane sui Rom (dal punto di vista di Salvini) e su Rutelli e questo provoca una nuova crisi che porta alle primarie odierne che vedono la vittoria di Marchini di misura sulla Pivetti, su Storace e sullo stesso Bertolaso.
A questo punto il colpo di scena: Salvini dice che occorrono “vere” primarie –assai gradite anche a Storace- perché divisi si perde e Bertolaso viene di fatto screditato dal suo ruolo.
Ora la situazione è veramente complessa perché l’unico candidato che potrebbe rimettere insieme i cocci è proprio Giorgia Meloni che però è incinta.
Salvini dice che se scende la Meloni lui non può che accettarla.A questo punto la situazione appare abbastanza chiara: l’invito all’impegno diretto della Meloni è evidente.Ma cosa farà Berlusconi con Bertolaso?
In effetti la partita di Roma pare più una partita nazionale per il controllo del centro – destra italiano che una semplice scelta di un candidato per Roma.
Dietro questa prova di forza c’è la lotta tra i due “giovani” del centro – destra Salvini e Meloni per la leadership dell’intera area.
La battaglia è appena cominciata e gli esiti incerti.
Da non trascurare la candidata dei 5 stelle Virginia Raggi. Non a caso “Il Tempo”, quotidiano della destra romana, gli dedica oggi la prima pagina con l’eloquente titolo: “Così cambierò la mia Roma”.
La Raggi è una preoccupazione in più non solo per il centro – sinistra ma proprio per il centro –destra perché l’ambiguo populismo di Grillo ha sempre fatto breccia nei sostenitori conservatori (Grillo in Europa è a destra).
Molti elettori di destra, stufi di teatri e teatrini, potrebbero punire i loro partiti votandola.

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