vatinno On marzo - 3 - 2016

Pubblicato su AffariItaliani del 3.3.16

Ieri l’astronauta USA Scott Kelly, dopo 340 giorni nello spazio sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), ha fatto ritorno a bordo di una navicella Sojuz sulla Terra dove ha confrontato i suoi parametri fisiologici (400 esperimenti) con quelli del fratello Mark rimasto sul nostro pianeta (anche lui è un astronauta della Nasa).
Insieme a lui l’astronauta russo Mikhail Kornienko e il comandante della navetta Sergey Volkov (solo 182 giorni)).
Ma perché Kelly è stato quasi un anno nello spazio?
Il vero obiettivo della missione è stato quello di testare gli effetti di una lunga permanenza nello spazio in vista di future missioni prima fra tutte quella verso il pianeta rosso, cioè Marte.
Partenza dal cosmodromo di Bajkonour in Kazakistan, da dove partivano le missioni spaziali sovietiche.
Il viaggio su Marte, di sola andata, dura tra i 6 e i 7 mesi, dunque il periodo di test è stato ampiamente superato.
Ma quali progetti ci sono per Marte?
Uno dei più promettenti è il “Mars Polar” http://marspolar.space/
che dovrebbe portare uomini su Marte nel 2029 grazie a vettori messi a disposizione dall’ agenzia spaziale privata SpaceX; finanziato, per ora, da privati vede la partecipazione di Stati Uniti, Russia, Emirati Arabi; il progetto prevede due fasi: nella prima, prevista per il 2027, si portano i viveri sotto forma di 35 tonnellate di acqua, cibo e soprattutto ossigeno; nella seconda, appunto nel 2029, dovrebbe partire il primo equipaggio umano la cui permanenza sul pianeta rosso è prevista in 10 anni (cfr. http://www.focus.it/scienza/spazio/2029-una-nuova-colonia-su-marte).
Un’altra missione, l’ olandese “Mars One”, prevista nel 2025 sta addirittura selezionando candidati coloni
(http://www.focus.it/scienza/spazio/maschio-americano-laureato-l-identikit-dell-aspirante-turista-marziano).
Naturalmente la Nasa non resta a guardare ed ha in progetto addirittura di “terraformare” (cioè di rendere simile alla Terra) Marte:
http://www.lastampa.it/2015/10/02/scienza/tuttoscienze/cos-la-nasa-sogna-di-colonizzare-marte-p59VO0fLI1xlfEIs4BAbsI/pagina.html
In effetti, il pianeta rosso, è il pianeta più simile al nostro per dimensioni, inclinazione dell’asse e durata del giorno; anche Venere –il viaggio dura un po’ meno di quello su Marte, 5 mesi circa- potrebbe interessare ma le sue condizioni di elevata temperatura (450 °C), nubi di acido solforico e venti a 400 Km/h la rendono molto più difficile da colonizzare.
http://www.repubblica.it/scienze/2015/04/25/foto/quali_pianeti_possiamo_colonizzare_-112800605/1/#3
Ma che fini ha fatto la Luna? Dopo il periodo d’oro degli anni ’60 del XX secolo l’interesse nei suoi confronti è scemato (complice la fine della guerra fredda tra Usa e Urss che vedeva nello spazio un obiettivo prestigioso su cui battere l’avversario).
Tuttavia sembra esserci una ripresa per i progetti di una base lunare permanente, dovuti principalmente al Giappone:
http://www.repubblica.it/scienze/2015/04/25/foto/quali_pianeti_possiamo_colonizzare_-112800605/1/#1
Dunque il futuro si prepara nel presente e la missione terminata ieri sta a provare l’interesse che ancora c’è per lo spazio un campo in cui si può anche sperimentare una “distensione politica” come la cooperazione Usa – Russia in questo campo sta a dimostrare.

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