vatinno On novembre - 29 - 2017

IIn queste ore la “notizia” è che Giuliano Pisapia non sa che fare (il che, in vero, non sarebbe una notizia).
Nel senso che l’ex sindaco di Milano, dopo l’esperienza amministrativa nel capoluogo lombardo, ha sentito “odor di Parlamento” e quindi ha costituito un suo movimento che si chiama Campo Progressista che ha immesso nel mercato politico pre elettorale.
Purtroppo per lui o per fortuna -dipende da come si muoverà- nel contempo è passato il rosatellum 2.0 e le cose si sono molto complicate perché ora conviene fare alleanze, mentre prima conveniva di meno. Pisapia guarda a Renzi e al Pd, dopo aver illuso gli ex “amici” dell’Mdp, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani che -in un certo momento- avevano visto in lui la soluzione per la guida della coalizione o del partito con quel tanto di “nuovo che avanza”, ma soprattutto evitando di esporsi troppo mediaticamente alle critiche populiste sul loro passato non proprio più con quarti di sinistra doc.
Ormai tra Pisapia e D’Alema la questione è scesa sul piano personale, con il secondo che evoca la coerenza e coscienza dell’ex sindaco e il primo che replica acidamente tirando in ballo i bombardamenti Nato sulla Serbia quando D’Alema, nel 1999, era Presidente del Consiglio.
Ma in questa diatriba c’è ancora il problema della leadership della “sinistra” da risolvere e nel frattempo il Presidente del Senato Pietro Grasso si è precipitato nell’ordine a: 1) Sconfessare il Pd e l’ex amico Renzi 2) Scendere in campo possibilmente a capo di detta sinistra.
Domenica prossima a Roma, Articolo Uno-Mdp (Roberto Speranza), Sinistra italiana (Nicola Fratoianni) e Possibile (Pippo Civati) proporranno Grasso per la leadership, troncando a questo punto definitivamente i tentennamenti di Pisapia che sarà comunque costretto a far rotta veloce e rapida su Renzi se non vuole rimanere escluso dal Gran Ballo elettorale.
Singolare che ancora non si sappia come si chiamerà la coalizione; i vari nomi che circolano sono evocativi dell’immaginario collettivo che dovrebbero rappresentare: “Italia progressista”, “La sinistra”, “Libertà e uguaglianza” e “Futura”, ma la fantasia a sinistra della sinistra certo non manca e la “Cosa rossa” troverà il suo nuovo avatar.

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