vatinno On dicembre - 11 - 2017

La recente dichiarazione dell’ex vicepresidente di Obama, Joe Biden, riguardo all’aiuto che Mosca starebbe dando al Movimento Cinque Stelle e alla Lega lascia perplessi.
Perplessi non nel senso che non ci possano essere possibili contatti tra la Russia e i due partiti italiani notoriamente antigovernativi, ma per il fatto che gli stessi USA, durante l’amministrazione democratica di Obama hanno fatto lo stesso.
Come non ricordare infatti che gli Stati Uniti salutarono tramite l’ambasciatore David Thorne con evidente entusiasmo il successo elettorale del 2013 del partito di Grillo e che un anno dopo Grillo ed esponenti dei Cinque Stelle furono invitati a Villa Taverna -residenza dell’ambasciatore John Philips per la tradizionale festa dell’Indipendenza del 4 luglio 2014 -la più importante ricorrenza americana-?
Nella prima occasione Thorne disse agli studenti del liceo romano del Visconti:
“Voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento” provocando le dure reazioni di Pd e Pdl.
Un anno dopo il bis con Grillo unico invitato politico, un fatto che non può non sorprendere.
Poiché sia David Thorne che John Philips sono stati due ambasciatore indicati dai Democratici è facile pensare che la politica di Obama nei confronti dell’Italia si sia potuta svolgere, almeno inizialmente, su due binari paralleli: da un lato l’appoggio e l’amicizia personale all’ “amico” Renzi, ma dall’altro tradizionale attenzione ai Cinque Stelle come partito anti – sistema da seguire con attenzione perché sarebbe potuto sempre essere utile in chiave destabilizzante.
Occorre anche dire che i Cinque Stelle hanno poi individuato in Putin (come del resto Salvini) un politico di riferimento ed anche con Trump, almeno inizialmente, i rapporti sono stati buoni proprio per la carica anti – sistema mostrata dal tycoon americano.
L’uscita del democratico Biden è stata quindi interpretata dagli analisti internazionali più come una manovra di disturbo verso il Presidente Usa Donald Trump e contro il suo “amico” Putin in un momento di debolezza della Casa Bianca che una vera e propria “notizia”.
C’è anche da ricordare come gli Usa abbiano sempre prestato grande attenzione ai partiti populisti in grado di destabilizzare il nostro sistema politico. Ci provarono anche con Di Pietro a suo tempo. Ne ho scritto qui: http://www.affaritaliani.it/grillo-la-continuazione-politica-di-di-pietro-474709.html e poi proseguirono con i Cinque Stelle subendo però questa volta la concorrenza dei russi.

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