vatinno On febbraio - 5 - 2018

https://www.ibs.it/nuovi-arcobaleni-libro-giuseppe-vatinno/e/9788866522553

Il mio primo libro pubblicato fu Arcobaleni in città (Serarcangeli) nell’ormai lontano (si dice così) 2000; si trattava di racconti brevi la cui sostanza potrebbe essere riassunta in una “metafisica della città”, con ciò intendendo dire che si trattava di eventi improbabili e comunque ascrivibili all’inusuale che avevano però come traccia unificante, appunto, la “città” intesa in una dimensione urbanistica proiettata verso il fantastico in una sorta di Ai confini della Realtà declinata però in ambito metropolitano. All’inizio misi una citazione di Carlo Emilio Gadda tratta da La cognizione del dolore che dà un senso abbastanza amaro alla narrazione anche se poi non mancava una certa comicità amara data appunto però da eventi niente affatto favorevoli. In realtà, Arcobaleni, riprendeva una collezione di racconti molto più ampia che avevo intitolato Una vita così e che scrissi a partire dal 1987.
L’editore, tanti anni dopo, mi chiese di rendere omogenea la raccolta e così “scelsi” come traccia quella di un “realismo fantastico metropolitano”.
In questa nuova raccolta, chiamata significativamente Nuovi Arcobaleni ho recuperato qualcuno di quei racconti (inediti) aggiungendone molti di nuovi. Lasciata nuovamente libera la fantasia in questo libro viene forse di nuovo meno quell’unità narrativa e stilistica che caratterizzava l’opera precedente, ma, dopo tutto, dove sta scritto che un’opera debba essere necessariamente omogenea e non potremmo invece vedere proprio nella disomogeneità un elemento caratteristico del procedere narrativo?
Ed è in questa ottica che propongo la nuova raccolta dove si mischiano e si compenetrano temi di origine più propriamente mitologica o fantastica o ambientata in evi passati e futuri con tematiche più usuali e quotidiane, ambientate nel presente.Rileggendoli mi sono accorto che in realtà vi è qualche tema che si ripropone quasi fosse una sorta di filo conduttore.Ad esempio, quello della Luna, della notte e, soprattutto, del mistero,
Se l’arte deve dare “sensazioni” (estetiche?) al fruitore spero di essere riuscito nel compito.

Giuseppe Vatinno

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