vatinno On marzo - 20 - 2018

Nell’aprile dello scorso anno il procuratore aggiunto di Messina (ora a Catania nello stesso ruolo) Sebastiano Ardita ha partecipato ad Ivrea ad un incontro politico organizzato da Davide Casaleggio dove, peraltro, il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, non ritenne di dover partecipare seppur invitato.
A quell’incontro il magistrato fece un intervento che in poco tempo mise insieme informazioni datate, confuse e un errore evidente portando a conclusioni fuorvianti, come molta stampa ha rivelato.
Disse inoltre che: “in sostanza noi abbiamo importato criminalità dalla Romania, ma abbiamo esportato capitali”, dipingendo così negativamente la Romania e il popolo rumeno.
Il magistrato citava dati vecchi di un ex ministro rumeno, Catalin Predoiu, di cui ha anche sbagliato la funzione non essendo degli Interni ma bensì della Giustizia.
Prendendo spunto da questo intervento, Luigi Di Maio si lanciò in un discorso con ulteriori errori che provocò la reazione risentita della stessa comunità rumena e dell’ambasciatore in Italia, George Gabriel Bologan.
Per chi vuole entrare nel merito delle contestazioni riporto alcuni link:

I conti di Di Maio e del procuratore Ardita


http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/12967-davigo-ardita-di-maio

Luigi Di Maio, i criminali romeni e l’arte dell’approssimazione


https://www.vanityfair.it/news/politica/2017/04/19/se-il-40-dei-neuroni-scappa-romania
https://www.ilmattino.it/primopiano/politica/m5s_di_maio_romeni_criminali_facebook_ambasciata_protesta-2377042.html
https://www.ilfoglio.it/giustizia/2017/04/14/news/bufale-e-pensieri-chi-e-ardita-erede-di-davigo-idolo-di-tutti-i-di-maio-d-italia-130404/
http://stirileprotv.ro/stiri/international/vicepresedintele-camerei-deputatilor-din-italia-am-importat-40-dintre-infractorii-din-romania-reactia-ambasadorului.html

Io ne scrissi in un articolo per un quotidiano on-line, affermando l’inopportunità che un magistrato in carica e in un ruolo così influente facesse pubblicamente queste affermazioni in un convegno politico finendo per mettere in cattiva luce un intero popolo e pochi mesi dopo mi sono visto recapitare un avviso di una causa civile intentata da Ardita presso il tribunale di Catania per diffamazione. La prima udienza si è tenuta lo scorso 16 febbraio.
Qualche giorno dopo la pubblicazione dell’articolo lo stesso ambasciatore rumeno in Italia mi scrisse una mail di ringraziamento che conservo gelosamente.
Nel frattempo, Ardita è diventato procuratore aggiunto proprio a Catania e quindi abbiamo chiesto lo spostamento della sede che ora è a Messina.Essendo questa città la sede dove fino a poco tempo fa svolgeva il suo lavoro Ardita la cosa non cambia molto e chiederemo successivamente un nuovo spostamento.
L’articolo, purtroppo, è nel frattempo scomparso dal Web.
La vicenda è molto diversa da quelle solite perché riguarda un intero popolo che si è sentito denigrato dalle affermazioni di Di Maio basate sui dati imprecisi e confusi del magistrato.
A riprova di ciò, Di Maio è stato denunciato per diffamazione e discriminazione per motivi razziali da parte di una comunità di stranieri guidati da una persona di nazionalità rumena.
Nel testo della denuncia al Tribunale di Napoli si fa riferimento anche al ruolo avuto dall’Ardita:
http://www.iromeni.com/2017/04/ultima-ora-luigi-di-maio-denunciato-per.html?q=querela+di+maio
L’azione legale promossa da Ardita l’ho percepita come intimidatoria nei confronti della libertà di stampa non solo per l’alto risarcimento richiesto, ma anche per il suo ruolo di procuratore aggiunto, oltretutto proprio nel tribunale in cui svolge la sua delicata funzione istituzionale. Ritengo che questo tipo di esternazioni in contesti politici finiscano per danneggiare anche la stessa magistratura che svolge un ruolo di fondamentale importanza in qualsiasi società democratica.
Di seguito la CONFUTAZIONE PUNTUALE di quanto affermato da SEBASTIANO ARDITA e che finisce per gettare una luce negativa sulla Romania e sul popolo rumeno.

——————————————————–CONFUTAZIONE —————————————————–

Le affermazioni dell’onorevole Di Maio, basate sui dati di Ardita (come lo stesso onorevole afferma) sono state interpretate in senso razzista e per questo è stato anche querelato da un associazione per “diffamazione, discriminazione ed incitazione alla discriminazione per motivi razziali” http://www.iromeni.com/2017/04/ultima-ora-luigi-di-maio-denunciato-per.html?q=querela+di+maio
ed esecrato dalla totalità dei media.

Questo un piccolo campionario delle reazioni indignate della stampa:

http://munafo.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/04/12/di-maio-ha-mentito-sulla-romania-e-non-e-stato-un-semplice-errore/comment-page-1/

I conti di Di Maio e del procuratore Ardita

(*) http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/12967-davigo-ardita-di-maio
(riprende Luciano Capone da Il Foglio)

(*) https://www.wired.it/attualita/politica/2017/04/13/luigi-maio-criminali-romeni-larte-dellapprossimazione/

https://www.vanityfair.it/news/politica/2017/04/19/se-il-40-dei-neuroni-scappa-romania

http://www.iromeni.com/2017/04/ultima-ora-luigi-di-maio-denunciato-per.html

(*) https://www.davidpuente.it/blog/2017/04/16/il-post-di-luigi-di-maio-il-dato-dei-criminali-provenienti-dalla-romania/

(*)https://www.ilmattino.it/primopiano/politica/m5s_di_maio_romeni_criminali_facebook_ambasciata_protesta-2377042.html

(*) specifico richiamo ad Ardita

https://www.agi.it/fact-checking/la_gaffe_di_di_maio_sui_criminali_rumeni_viene_da_un_dato_sbagliato_e_interpretato_male_-1678831/news/2017-04-13/

Interessante l’articolo di Luciano Capone del 14 aprile 2017 su Il Foglio che dice, tra l’altro:

“È in quest’occasione che Ardita, intervistato da Gianluigi Nuzzi, ha pronunciato la frase sui criminali rumeni, insieme a una serie di affermazioni che avevano la comune caratteristica di essere false”.

Quello che ci interessa qui è il supporto dato da Ardita a tali affermazioni.
Riportiamo il link al video e il minutaggio saliente:

Documento base video di Ardita 8.4.17 Sum#01: https://www.youtube.com/watch?v=Px1yr_mM4Fs

Timing di interesse:

1) 7’15” citazione ministro rumeno
2) 10’10” “noi abbiamo importato criminalità dalla Romania ma abbiamo esportato capitali”

1) Sebastiano Ardita (dal video)

«Qualche tempo fa – qualche anno, ma la situazione non è cambiata – il ministro rumeno, degli Interni se non sbaglio, ci comunicò che di tutti i mandati di cattura europei che riguardavano cittadini rumeni il 40% proveniva dall’Italia… quindi questo significa che quattro rumeni su dieci che avevano deciso di andare a delinquere avevano scelto il nostro paese come luogo nel quale andare a delinquere, questo è un problema importante che riguarda la Giustizia»

Quanto ha detto il Ministro rumeno a cui si riferisce confusamente Ardita:

Ministor Predoiu: (http://jurnalul.ro/stiri/politica/intalnire-la-roma-frattini-vrea-sa-ne-pazim-infractorii-print-145035.html
)

“Il 40% delle persone ricercate dalle autorità romene (cittadini romeni e stranieri), sia per essere messe in esecuzione sentenze definitive di condanna, sia per dare corso ai mandati di arresto preventivo emessi durante il procedimento penale, si trovano sul territorio italiano, e le procedure di esecuzione di questi mandati europei incontrano difficoltà.”

Articolo in originale rumeno tratto che contiene la dichiarazione del ministro: http://jurnalul.ro/stiri/politica/intalnire-la-roma-frattini-vrea-sa-ne-pazim-infractorii-print-145035.html:

Ministrul român al Justiţiei, Cătălin Predoiu, a declarat ieri că în închisorile din Italia erau încarceraţi, până la data de 19 februarie 2009, 1.773 de cetăţeni români care au calitatea de inculpat, dar în cazul cărora nu s-au pronunţat hotărâri de condamnare definitivă. Totodată, în penitenciarele italiene se află 953 de români condamnaţi definitiv. Demnitarul a arătat că autorităţile italiene acţionează cu întârziere în chestiunea mandatelor europene de arestare emise de statul român. “40 la sută din persoanele date în urmărire de autorităţile române (cetăţeni români şi străini), fie pentru a fi puse în executare hotărâri definitive de condamnare, fie pentru a da curs mandatelor de arestare preventivă emise în timpul procesului penal, se află pe teritoriul Italiei, iar procedurile de executare a acestor mandate europene întâmpină dificultăţi”, a spus Predoiu. În anii 2007 şi 2008, numai pentru Italia, instanţele române au emis 468 de mandate europene de arestare. Magistraţii italieni au pus în executare doar 296 dintre ele, refuzând arestarea a 46 de persoane, alte 126 de cazuri neprimind încă un răspuns. 
Numărul de cetăţeni români condamnaţi sau inculpaţi în Italia reprezintă doar aproximativ 0,27 procente din totalul comunităţii, care se ridică la peste un milion de persoane.

TRADUZIONE EFFETTUATA DA UNA PERSONA DI MADRELINGUA RUMENA:

ll ministro romeno della Giustizia, Cătălin Predoiu, ha dichiarato ieri che nelle carceri italiane erano detenuti, fino al 19 febbraio 2009, 1773 cittadini romeni che hanno lo statuto di incolpato, ma in questi casi non sono state emesse sentenze di condanna definitiva. Tuttavia, nelle carceri italiane si trovano 953 condannati in sentenza definitiva. Il dignitario romeno ha sottolineato che le autorità italiane agiscono con ritardo per quanto riguarda i mandati europei d’arresto emessi dallo stato romeno. “Il 40% delle persone ricercate dalle autorità romene (cittadini romeni e stranieri), sia per essere messe in esecuzione sentenze definitive di condanna, sia per dare corso ai mandati di arresto preventivo emessi durante il procedimento penale, si trovano sul territorio italiano, e le procedure di esecuzione di questi mandati europei incontrano difficoltà”, ha detto Predoiu. Durante il 2007 e il 2008 solo per l’Italia, le autorità romene hanno emesso 468 mandati europei d’arresto.  I magistrati italiani hanno messo in esecuzione soltanto 296 di questi, rifiutando l’arresto di 46 persone, e per altre 126 persone non hanno ancora dato una risposta. 
Il numero dei cittadini romeni condannati o incolpati in Italia rappresenta soltanto circa il 0, 27% dal totale della comunità, pari a oltre un milione di persone. 

GLI ERRORI E LE CONFUSIONI DI ARDITA:

1) “.. il ministro rumeno, degli Interni se non sbaglio.”

Sbaglia. Era il Ministro della Giustizia. Ed è strano che in un contesto così rilevante commetta questi errori che denotano una evidente superficialità ed approssimazione, come rilevato del resto dalla stampa nazionale.

2) Punto chiave: “…quindi questo significa che quattro rumeni su dieci che avevano deciso di andare a delinquere avevano scelto il nostro Paese…”

Affermazione palesemente falsa che porta un danno al popolo rumeno. Non si sa se si tratta unicamente di cittadini rumeni, molto plausibile che ci siano anche di altre nazionalità (tra cui, teoricamente, anche italiani!).
Si sa solo che 4/10 dei mandati di cattura europei emessi dalla Romania sono verso l’Italia.
Nulla si può dire sulla volontà di delinquere in Italia. Anzi, nella dichiarazione del ministro si legge che I magistrati italiani hanno messo in esecuzione soltanto 296 di questi, rifiutando l’arresto di 46 persone, e per altre 126 persone non hanno ancora dato una risposta. 
Quindi l’Italia ha ritenuto addirittura che in una certa percentuale non si trattasse di criminali rifiutando l’arresto.
Interessante oltretutto che Ardita dia per scontata la premeditazione (“che avevano deciso”) su tutti i presunti reati (visto che si tratta di ricercati, tra cui anche innocenti).
3) Non è detto che il dato del 2009 valga anche nel 2017.Ed infatti non vale. Abbiamo: detenuti Rumeni in Italia 2009: 2.966, 2015: 2.893, 2016: 2.825 (fonte: Min. Giustizia)

4) I crimini di cui parla il ministro sono stati commessi in Romania e non in Italia e quindi l’eventuale “delinquenza” riguarda la Romania non l’Italia come invece afferma Ardita.
5) Il ministro include nei 4/10 sia cittadini rumeni che stranieri, quindi il dato vero è minore e comunque -come già rilevato- non riguarda la volontà di tutti di commettere crimini in Italia ma solo il passato in Romania.
6) Punto chiave: Ardita dice: “di tutti i mandati di cattura europei che riguardavano cittadini rumeni il 40% proveniva dall’Italia…”.
Falso o quantomeno ambiguo nel termine “proveniva”. Provengono dalla Romania non dall’Italia.
Sembra che Ardita abbia invertito la citazione del ministro rumeno scambiando i ruoli dell’Italia e della Romania. È la magistratura rumena che cerca chi ha commesso i crimini in Romania e NON quella italiana. Quindi cade l’accusa che i rumeni vengano a delinquere in Italia. Il danno alla reputazione del popolo rumano, voluto o non voluto, è pesantissimo.
7) Il mandato di cattura europeo riguarda anche persone che non sono state ancora giudicate e quindi non definibili in ogni caso “criminali”.
8) La frase “abbiamo importato criminalità ed esportato capitali dalla Romania” è diffamatoria nei confronti del popolo rumeno perché la criminalità, nel caso, è stata importata da tutti i Paesi (vedi punto successivo). E’ riportata nella querela contro Di Maio.
9) Anche ammesso che tutti i ricercati fossero rumeni (e non è vero) un milione di romeni in Italia su 2,5 milioni in tutta l’Unione Europea, è una percentuale facile da calcolare: fa il 40%. Quindi la percentuale è pienamente coerente con la statistica aspettata; nulla di superiore e quindi citarla è diffamatorio nei confronti di un intero popolo perché cerca di dipingerlo negativamente.

Conclusioni

Il discorso di Ardita presenta imprecisioni come al punto 1) e veri e propri errori come ai punti 2) 3) 4) 5) 6) e 7).
8) e 9) mostrano dati utilizzati in maniera denigratoria.
Gli errori -voluti o no-producono un effetto denigratorio su un intero popolo gettandolo in una cattiva luce tendente a caratterizzarlo come un popolo che viene in Italia a delinquere, da cui la denigrazione riportata nel titolo dell’articolo.
Inoltre l’intervento di Ardita è stato utilizzato dall’ On. Di Maio producendo ulteriori errori ed incomprensioni in un quadro che la stampa e i parlamentari hanno definito di stampo razzista.

Ed ora veniamo all’altra frase contestata:

2) “in sostanza noi abbiamo importato criminalità dalla Romania, ma abbiamo esportato capitali”

Questa frase mette in cattiva luce il popolo rumeno perché -come mostrato precedentemente- dalla Romania si “importa” (utilizzando l’orribile termine usato da Ardita) la giusta percentuale di criminalità dato che il 40% dell’emigrazione rumena è in Italia. Anzi, poiché i mandati di cattura europei riguardano anche gli stranieri, il dato è certamente minore. Oltretutto abbiamo già visto che il 40% non riguarda i “criminali” ma anche persone in attesa di processo o per reati che non sono neppure riconosciuti in Italia!
Il risultato, dovuto ad imperizia o volontà (non fa differenza), è la discriminazione dell’intero popolo.
Tale infelice frase è stata poi ripresa e riportata da Di Maio e oggetto della querela presentata e di cui si è parlato precedentemente.

Conclusioni

Anche in questo caso è chiaro il danno di immagine al popolo rumeno che si somma alle precedenti affermazioni.

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