vatinno On marzo - 12 - 2018

In tutto questo caos che segue le elezioni del 4 marzo c’è un personaggio che finora si è tenuto fuori dalla mischia: Alessandro Di Battista che non si è -tra l’altro- neppure voluto candidare, con la scusa, a cui nessuno crede, di una improvvisa folgorazione per la “paternità consapevole” e le sue gioie.
In effetti, per una persona ambiziosa come il politico romano, è del tutto incomprensibile il suo tirarsi fuori dai giochi, soprattutto in un momento di grande crescita politica del suo movimento.
Quando avvenne la rinuncia allo scranno, qualche mese fa, alcuni pensarono che fosse stato fatto fuori dal duo Grillo – Di Maio, altri che si fosse semplicemente stufato, ma alcuni, tra cui chi scrive, che volesse fare il ministro:
http://www.affaritaliani.it/politica/alessandro-di-battista-non-si-ricandida-510954.html
Ma ora si sta delineando su di questa ipotesi una possibilità ancora più drastica e cioè non solo che Di Battista voglia fare il ministro, ma addirittura il Primo Ministro.
Infatti, nel quadro emerso dall’esiziale Rosatellum 2.0, è molto difficile fare maggioranze e una possibilità è quella di far fare un passo indietro al sovraesposto Luigi Di Maio e proporre -da parte del M5S-Di Battista in sua vece, soprattutto per “tentare” il centrosinistra. Ma poiché Renzi ha ribadito abbastanza chiaramente che non vuole fare alleanze con gli estremisti (e cioè Lega e M5S) l’ipotesi Diba potrebbe essere giocata con Salvini, anche in considerazione che alla fine il Movimento di Grillo è quello che ha preso più voti.
Lega e M5S hanno due programmi molto simili, se si esclude la differenza tra reddito di cittadinanza e flat tax ed oggi come riporta il Corriere della Sera lo stesso leader leghista ha dichiarato “non sarò premier a tutti i costi”.

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