vatinno On marzo - 19 - 2018

Riccardo Magi, segretario dei Radicali Italiani (che sono diversi, vale la pena di ricordarlo, dal Partito Radicale Transazionale), eletto alla Camera con Più Europa nel collegio uninominale di Roma10, ha annunciato venerdì scorso la sua intenzione di concorrere alle primarie del Partito Democratico.
Questo annuncio non è stato molto ben accolto dalla leader del movimento, Emma Bonino (anche lei eletta nell’uninominale), che ha esplicitato durante il comitato dei Radicali Italiani tutto il suo disappunto anche per il modo con cui questa candidatura è avvenuta.
Infatti -dice l’ex ministro- di non essere stata minimamente informata della decisione pur avendo parlato con Magi nei giorni precedenti e dice: “Sono spiazzata, esterrefatta, umanamente amareggiata. E soprattutto sono dispiaciuta per gli 850mila italiani che hanno votato”.
La Bonino ha anche ricordato che Marco Pannella faceva a volte dei colpi di teatro come questo ma era appunto Marco Pannella e in più non era segretario.
All’indignazione si associano anche Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni) e Mario Staderini
Il punto dirimente, secondo la Bonino, tralasciando gli aspetti umani della vicenda che come si sa in politica hanno un valoro molto limitato, è che Magi è il segretario dei Radicali Italiani e quindi, in questa veste, deve rendere conto delle sue azioni agli elettori.
Al termine del comitato Magi ha fatto una parziale marcia indietro rimandando la decisione al prossimo comitato.
Ora, pare strano che la Bonino che quanto a spregiudicatezza non è seconda a nessuno faccia la morale a Magi che, dopo tutto, non pare neppure aver commesso chi sa quale scorrettezza, facendo Più Europa parte della stessa coalizione con il Pd. Si è visto ben altro.
Era prevedibile dall’inizio che in caso di sconfitta netta del Partito Democratico (l’asticella era fissata al 20% hanno ottenuto il 18%) si sarebbe aperta una fase costituente del dopo Renzi e che i nuovi arrivati concorressero alla sua guida.
Tornando alla spregiudicatezza, ricordo che la Bonino, poiché aveva problemi di raccolta delle firme, ha composto una alleanza unicamente di scopo con Bruno Tabacci -che non doveva raccoglierle per la sua formazione Centro Democratico, essendo già presente in Parlamento- che è ai suoi opposti per visione del mondo e ideali, nonostante alcune recenti conversioni.
Dal canto suo il cattolico Tabacci, preso da smanie radicali così distanti dai suoi ideali (si veda solo il caso dell’aborto) si unisce al coro degli indignati e si dice pronto alla “fusione” (si immagina politica), ma viene prontamente stoppato da Cappato che con la fusione ci vuole andare cauto.
Insomma qui più di fusione si dovrebbe parlare di scissione dell’atomo, fenomeno peraltro tristemente ben noto ai piccoli movimenti.
Per finire un aspetto politicamente rilevante è quello della dichiarazione di Riccardo Magi di volersi iscrive al Partito Radicale Trasnazionale che, come noto, è in rotta con i Radicali Italiani. Una mossa che scompiglia ancor più le carte a Emma Bonino.
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