vatinno On marzo - 29 - 2018

Eugenio Esse, fondatore de La Repubblica, in tarda età ha trovato la sua vera vocazione, dopo anni e anni di apprendistato laico feroce e acido contro i “preti”, con tanto di militanza nel Partito Radicale, di cui fu uno dei fondatori.

Scalfari, da qualche tempo, ha infatti trovato un interlocutore d’eccezione capace di svelargli misteri inappagati da una intera esistenza di laico illuminista di molto alla scienza dedicato – per quanto lo possa essere chi ha tentato di frequentare i sentieri letterari-.

D’altro canto, Papa Francesco, non ha mai fatto mistero della sua gioia comunicativa sovente declinata con improbabili telefonate ad personam a sconosciuti e non, che servono a propagare l’incanto mediatico di cui invece, un altro Papa molto più sobrio e morigerato, e cioè Benedetto XVI, non ha mai fatto sfoggio (ed infatti non è più Papa…).

Dunque, l’ultima novità che ci annuncia Eugenio da Civitavecchia, come l’avrebbe chiamato scherzosamente il suo vecchio amico Umberto Eco, proiettandolo in una immaginifica dimensione medievale è che “l’inferno non esiste” non perché è vuoto o altre amenità umanistiche del genere, ma proprio perché le anime cattive Dio le fa semplicemente “sparire”, come se fossero un esperimento mal riuscito. Dopo tutto perché immobilizzare quel tenebroso spazio, l’Acheronte dico, e non utilizzarlo per altro: i depositi costano e quindi meglio disfarsene.

Scalfari ci fa sapere questa gustosa (e invero un po’ inquietante) novità teologica dalle colonne, rigorosamente laiche (almeno sulla carta), del quotidiano di Via Cristoforo Colombo e lo fa in concomitanza ed armonia con i tempi pasquali, il che aiuta sempre.

Ma chi gli avrebbe rivelato questa dritta teologica?

Ma che domande! Lui, cioè il Papa stesso, che saltato a piè pari teologia, prassi e buon senso, glielo avrebbe rivelato nei suoi dialoghi tra “amici”, riuniti al bar intorno ad una birra.

Dunque, tra i tanti meriti futuri di Scalfari, avremo anche il suo apporto dottrinale che ha permesso di illuminare le tenebre della dottrina.

Adesso non si sa se la cosa sia vera o no, i due sono anziani, però se lo fosse, e qualche probabilità in effetti c’è, dovremmo constatare, ancora una volta, l’inarrestabile degrado del pontificato di questo Papa che per “amore dell’inusitato”, ogni giorno, ce ne dice una nuova, gettando nel dubbio i veri credenti, quelli che assistono sbigottiti alle evoluzioni di un pensiero teologico inesistente (peraltro, di fatto contestato da un Papa serio, Benedetto XVI, proprio in questi giorni), che passa da una rivalutazione di Lutero, alle aperture ai comunisti cinesi contro la Chiesa cattolica locale, ad una demagogia populista che fa impallidire Di Maio e Salvini con il richiamo strumentale ai giovani, “ribellatevi!”, con i bei risultati che abbiamo sotto gli occhi, come la professoressa disabile legata, ingiuriata e presa a calci in una scuola di Alessandria.

Ps: La Sala stampa Vaticana ha da poco smentito quanto detto da Scalfari. Trattasi allora di vecchiaia, per quanto le considerazioni fatte sul pontificato rimangano inalterate.

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