vatinno On aprile - 11 - 2018

In questo periodo post-elezioni stiamo assistendo ad una invero imbarazzante proliferazione di cavolate, gesti e azioni sopra le righe, ipotesi fantasiose, trame fantascientifiche, improbabili scenari che nell’immaginario italico sembrano aver preso il posto delle dotte disquisizioni sulla migliore formazione della nazionale che per tanti anni aveva avuto un ruolo guida.
Ora che la nazionale ai mondiali non ci va più, la politica la fa da padrone.
Ed ecco che nel caravanserraglio surreale delle “offerte” se ne palesa una a cui mai uno penserebbe: Lapo Elkann ministro.
Il rampollo della famiglia Agnelli, ad una tavola rotonda organizzata dal gruppo Ferretti, dichiara: “Io amo il nostro Paese, ho su di me il tatuaggio di una bandiera italiana e la parola ‘Italia’ è nelle mie aziende, da Italian Indipendent a Garage Italia. Se non fosse per mio nonno, per mio bisnonno e per questo Paese, io non avrei ciò che ho “.
Lapo è fratello dell’attuale presidente del gruppo Fiat, John Elkann, ed è stato considerato sempre un po’ la pecora nera della famiglia per certi suoi eccessi; ad esempio nel 2005 dopo una notte con transessuali andò in overdose da mix di oppiacei.
Ma al di là di questi episodi privati resta il fatto che nella mitica Terza Repubblica, il primo che si sveglia vuole fare il ministro. Chissà che ne avrebbe pensato una sua parente, e cioè Susanna Agnelli, che ministro (degli Esteri) lo fu davvero e non si sarebbe certo sognata di proporre la propria auto-candidatura in maniera così sfacciata ed esplicita con tanto di riferimento al tatuaggio patriottico.
Oltretutto è da febbraio -e cioè prima delle elezioni- che Elkann si offre come ministro, dimostrando che della politica non gliene frega nulla, ma solo della poltrona.
Ma anche questo è un segno dei tempi.

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