vatinno On maggio - 12 - 2018

Marco da Torino, meglio noto come Marco Travaglio è giornalista lesto e recettivo che cerca di compensare a mo’ di collante le tante sue contraddizioni, “sono un conservatore”, con una prosa acida e caustica che ha bisogno sempre di un “nemico” che permetta di ricevere le sue contumelie e galvanizzare così i lettori de Il Fatto Quotidiano che non cercano di meglio.
Nel suo editoriale odierno prende atto che i suoi desiderata, e cioè un governo Pd – Cinque Stelle per cui si era strenuamente battuto, non si sono realizzati e così, dopo una breve pausa di una decina di giorni, ricomincia ad attaccare Renzi e Berlusconi; anzi non gli pare vero di potere contumeliare due al prezzo di uno, ora che sono entrambi all’opposizione.
E così oggi assistiamo all’elogio del governo giallo – verde come se niente fosse successo, come se le ultime settimane in cui Travaglio aveva cominciato ad apprezzare, diciamo così, Renzi e il Pd fossero eventi cinematografici e non reali. Ma lui è così, un pragmatico sabaudo che si attiene agli eventi. Ha fatto un po’ di capricci per un regalo che non voleva, ma ora si è convinto che è bello, anzi migliore di quello che desiderava e che anche Matteo Salvini, a cui aveva detto di tutto, è accettabile, nazi gradevole.
Travaglio ha capito che conviene giornalisticamente anche a lui di avere due bersagli nella stessa tana che ecciteranno i suoi lettori e quindi si è riconvertito rapidamente. Per fortuna restano le tracce in Rete di quando si era innamorato, per breve tempo, del Pd, restano.

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