vatinno On luglio - 11 - 2018


Chissà se Aldo Moro potesse vedere quello che sta succedendo in Italia cosa direbbe. Troverebbe una nazione che comunica con “cinguettii” e “post”, una nazione dove tutto è cambiato, ma soprattutto, rispetto ai pur suoi difficili tempi, un Paese da dove è scomparsa la serietà, sommersa in uno stato generale di superficiale ilarità mista ad aggressività. In ogni caso è cominciato l’iter per il processo di beatificazione di Aldo Moro, ucciso nel 1978 dalle Brigate Rosse dopo una surreale prigionia metropolitana. Il postulatore generale dei Domenicani padre Gianni Festa, si occupa della cosa. Pochi sanno infatti che Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana, era anche un terziario domenicano.
L’iter prevede la prova di “alte qualità cristiane” nella sua esistenza e la pratica delle cosiddette virtù teologali, che sono: fede, speranza e carità. La notizia è stata data dallo stesso Padre Festa in una intervista a TG2000 della Tv Vaticana. Curioso che il prelato confonda le tre virtù teologali prima enunciate con le quattro virtù cardinali, che sono invece prudenza, giustizia, fortezza e temperanza.
Moro è stato Presidente della DC e Presidente del Consiglio e guidò il primo governo del centro-sinistra nel 1963 composto da Dc, Psi, Psdi e Pri. 

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