vatinno On novembre - 26 - 2018

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Il giornalismo è percorso, ad ondate periodiche e regolari, da mode create più o meno a tavolino e che riguardano l’utilizzo di certi termini.
Ad esempio, il termine “eroe” è grandemente abusato. Si trova ormai dappertutto in televisione e sulla carta stampata. Il vigile del fuoco che salva qualcuno è automaticamente “eroe”, come lo è il poliziotto che cattura un criminale, oppure chi protegge un proprio simile.
E sono pochi ad accorgersi che questo termine dal grande valore sociale sta perdendo progressivamente il suo valore, sta logorandosi.
Gli esempi precedenti sono emblematici di un corretto comportamento virtuoso, di fare il proprio dovere, ma non di essere necessariamente eroi.
Se tutto è “eroico” allora nulla è veramente eroico perché il lessema è abusato.
Gli eroi sono pochi, pochissimi e lo devono essere per definizione; il dare dell’eroe a tutto rende la parola inservibile oltre che produrre un pericoloso effetto di assuefazioni in chi ascolta o legge.
Il vigile del fuoco che salva una persona ha fatto il suo dovere. Si può quindi dire che è un “valoroso vigile”, ma non…http://www.giuseppevatinno.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/11/media-300x167.jpeg 300w" sizes="(max-width: 301px) 100vw, 301px" />

CONTINUA QUI:
http://www.affaritaliani.it/mediatech/media-inflazione-delle-parole-come-eroe-resilienza-574110.html

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