giuseppe vatinno On gennaio - 26 - 2014

L'Angelus di Papa Francescohttp://www.giuseppevatinno.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/01/LAPR0992_MGzoom-300x221.jpg 300w" sizes="(max-width: 708px) 100vw, 708px" />Pope_Francis_in_March_2013http://www.giuseppevatinno.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/Pope_Francis_in_March_2013-150x150.jpg 150w, http://www.giuseppevatinno.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/Pope_Francis_in_March_2013.jpg 996w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />

LA PROFEZIA DI MALACHIA E PAPA FRANCESCO

Un inquietante episodio è avvenuto all”Angelus di Domenica 26 gennaio 2014. Una delle due colombe liberate dai bambini e guidati dalla mano del Papa è stata inseguita ed attaccata da un corvo e da un gabbiano che in fine l’ha divorata. Un segno? Un presagio? Eventi simbolici nella storia del papato ne sono avvenuti tanti; per quanto riguarda Papa Francesco ricordiamo che già era successa una cosa simile a Papa Ratzinger l’ 8.2.13 e la colomba attaccata dai gabbiani si salvò a stento.
Ai confini sud di Roma, lungo la via Ostiense, proprio prima che il fiume Tevere inizi a serpentinare tra le paludi della Magliana, sorge la basilica di “San Paolo fuori le Mura”, la più grande dopo San Pietro; una Chiesa imponente, dai soffitti in legno elegantemente guarniti in oro zecchino, lontana dal centro della città (dista 2 Km dalle Mura Aureliane), ma immersa in una zona verde  particolarmente colorata di folclore romano che qualche anno fa il Sindaco di Roma Francesco Rutelli risistemò urbanisticamente pedonalizzando la zona all’entrata e collegandola all’ampio Parco antistante. San Paolo è una delle quattro cattedrali di Roma e contiene al suo interno la serie di tutti i medaglioni dei Papi a partire da Pietro; al tempo di Malachia (che visitò quasi sicuramente la basilica) erano vuoti ancora 114 medaglioni;dunque, considerando il Papa allora regnante, Innocenzo II, ne restavano 113 da “riempire” a partire dal seguente Papa, Celestino II; la profezia[1] del monaco irlandese Malachìa, vescovo di Armgh, vissuto nel XII secolo riguarda i futuri pastori della chiesa e consiste di un breve motto latino che descrive le caratteristiche principali dei Pontefici iniziando appunto da Celestino II (XII sec.) per giungere all’ultimo Papa, che si chiamerà, secondo la profezia, Pietro (Romano); si tratta di una serie di 112 Papi[2] (e di una decina di anti-Papi). Ma veniamo ai motti soffermandoci sugli ultimi Pontefici tenendo conto che si tratta appunto di una profezia e che quindi  ha un basso grado di attendibilità storica.

Giovanni XXIII (1058 – 1963)  viene descritto come Pastor e nauta (Pastore e navigante);è stato Patriarca di Venezia, città marinara (nauta) e Papa (pastor).

Paolo VI (1963- 1978) Flos florum (Fiore dei fiori); nel suo stemma papale aveva tre gigli.

Giovanni Paolo I (1978) De medietate lunae (Della mezzo della luna), potrebbe riguardare il fatto che il suo breve pontificato (33 giorni) iniziò e finì con la luna visibile a metà.

Giovanni Paolo II (1978 – 2005) De Labore solis (Della fatica del sole); si riferirebbe al fatto che iniziò e terminò la sua vita sotto un’eclissi.

Benedetto XVI (2005 -2013) Gloria Olivae (La Gloria dell’Olivo); nacque il sabato Santo del 1927 (cioè la festa degli ulivi); i benedettini hanno come simbolo un ramo d’ulivo.

Con Ratzinger i motti si interrompono e resta solo l’ultimo Papa, corrispondente (considerando, come detto, nella serie anche gli anti-papi) all’attuale Francesco I.



[1] Malachìa, santo e monaco cistercense, scrisse la profezia intorno al 1140, ma fu pubblicata per la prima volta dal benedettino Arnold Wion  a Venezia nel 1595 nel Lignum Vitae ornamentum et decus Ecclesiae. Non si è dunque certi sull’attribuzione dell’opera proprio al santo irlandese e ci sono state accuse che si tratti di un falso storico a causa dei più 400 anni trascorsi tra la versione di San Malachia e la prima pubblicazione.

[2]

Dunque considerando Francesco I resta “libero”ai nostri giorni nella basilica di San Paolo Fuori le Mura solo un altro medaglione. In questo caso, rispetto alla profezia, Francesco non sarebbe l’ultimo Papa, ma il penultimo. Tuttavia si tramanda oralmente che la profezia di Malachìa contenesse anche un riferimento ad un ulteriore Papa, motteggiato con Caput Nigrum ; poiché nello stemma papale di Benedetto XVI è presente una “testa di moro” simbolo della sua diocesi di Frisinga in Germania, potrebbe attribuirsi bene a lui; in questo caso Gloria Olivae sarebbe attribuibile a Francesco I e l’ultimo Papa quindi ancora da venire.In questo modo la serie dei medaglioni della Basilica di San Paolo coinciderebbe perfettamente con la profezia di San Malachìa.Altri invece individuano nel motto Caput Nigrum un riferimento al Papa nero dei gesuiti e in questo caso sarebbe  attribuibile a Francesco I che è stato superiore generale dell’Ordine della Compagnia di Gesù.


[1] Malachìa, santo e monaco cistercense, scrisse la profezia intorno al 1140, ma fu pubblicata per la prima volta dal benedettino Arnold Wion nel 1595 nel “Lignum vitae”. Non si è certi sull’attribuzione dell’opera proprio al santo irlandese.

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